22 September 2009
Piano comune per aiutare le economia emergenti
Il seguente editoriale è stato pubblicato su "Il Sole 24 Ore" del 22 settembre 2009
Oggi, 22 settembre, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama affronterà il tema dei cambiamenti climatici davanti ai leader del mondo, durante il summit speciale delle Nazioni Unite che si terrà a New York, alla vigilia della 64° sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU.
La questione dei cambiamenti climatici è attualmente una delle principali sfide per il mondo intero. La scienza manda un segnale semplice ed inequivocabile: tutti i paesi devono lavorare insieme, subito e senza esitazioni, per risolvere il problema del clima.
Il Presidente Obama ha affermato che gli Stati Uniti devono svolgere un ruolo di guida nell’azione mondiale contro i cambiamenti climatici. Siamo consapevoli che una soluzione a questo problema è impossibile senza una riduzione delle emissioni di gas serra da parte degli Stati Uniti e per questo intendiamo guidare il processo di trasformazione verso un’economia del XXI secolo basata sull’energia pulita.
Sulla questione dei cambiamenti climatici il Presidente Obama sta conducendo gli Stati Uniti in una nuova direzione. Ha esortato il Congresso a preparare una legge quadro sull’energia pulita con l’obiettivo di ridurre nel 2020 le emissioni del 14% rispetto ai livelli del 2005, fino ad arrivare ad un taglio del 83% nel 2050. Questo disegno di legge è attualmente in fase di discussione al Congresso. Inoltre, il piano di stimoli economici promosso dal Presidente comprende oltre 80 miliardi di dollari a favore dell’energia pulita e gli standard recentemente approvati per i veicoli aumenteranno il risparmio di benzina e ridurranno le emissioni.
Da un punto di vista ambientale, i piani d’azione sul clima dell’Unione Europea e degli Stati Uniti sono paragonabili ed entrambi portano ad una riduzione delle emissioni in linea con le prove scientifiche. Piuttosto che discutere sulle trascurabili differenze tra i piani della UE e degli USA, è molto più importante lavorare insieme per prevenire un incontrollato aumento delle emissioni nelle principali economie emergenti. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il 97% del futuro aumento delle emissioni proverrà proprio dai paesi emergenti.
Gli Stati Uniti perseguono una strategia globale per combattere i cambiamenti climatici attraverso negoziati nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, all’interno del Major Economies Forum su Energia e Clima e tramite relazioni bilaterali.
Per arrivare ad un accordo internazionale forte ed affrontare la sfida dei cambiamenti climatici, è necessario un pieno impegno da parte di tutte le nazioni. I paesi sviluppati devono ridurre le proprie emissioni entro il 2020 in maniera significativa rispetto ai valori del 2005 o del 1990. Sempre entro il 2020 i principali paesi emergenti devono intraprendere delle azioni che riducano notevolmente le emissioni rispetto all’andamento crescente previsto nell’attuale scenario cosiddetto “business as usual”.
I paesi in via di sviluppo dovrebbero focalizzarsi sulla preparazione di piani per lo sviluppo di tecnologie low-carbon – se necessario con l’assistenza tecnica e finanziaria – per guidare il loro percorso di sviluppo a lungo termine. È importante al contempo garantire che un nuovo accordo sul clima non richieda ai paesi emergenti misure che possano frenare la loro capacità di crescita e sviluppo.
L’accordo non deve solo limitare le emissioni, ma indicare il percorso verso uno sviluppo sostenibile basato sull’energia pulita, che è l’unica via percorribile per il futuro. I paesi avanzati devono quindi essere pronti a sviluppare e diffondere le tecnologie nei paesi che ne hanno bisogno. Se lavoriamo insieme, l’impegno per realizzare un’economia globale basata sull’energia pulita può portare significative opportunità per gli investimenti, crescita economica e nuovi posti di lavoro in tutto il mondo.
Da un punto di vista bilaterale, dal 1991 Stati Uniti ed Italia collaborano intensamente in questo campo , puntando in particolare sulla ricerca per capire e limitare i danni dei cambiamenti climatici e sullo sviluppo e la diffusione delle tecnologie low-carbon. Durante il G8 all’Aquila, il Presidente Obama e il Presidente del Consiglio Berlusconi hanno presieduto insieme una riunione del Major Economies Forum dove sono rappresentati i paesi che producono l’80% delle emissioni mondiali di gas serra. L’incontro è stato un passo fondamentale nell’impegno per raggiungere un’intesa globale sul clima.
Gli Stati Uniti sono determinati a raggiungere un forte accordo internazionale e sono personalmente convinto che insieme potremo affrontare la sfida dei cambiamenti climatici.