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   Narcotics and Substance Abuse
    

17 settembre 2008

TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Arrestati 175 presunti membri del “Cartello del Golfo” in una vasta operazione internazionale di polizia, 17 settembre 2008

Il “Progetto Reckoning” della DEA (U.S. Drug Enforcement Administration) ha portato al sequestro di 60 milioni di dollari e 40 tonnellate di droghe ad uno dei più grandi cartelli messicani per il traffico di stupefacenti

Washington D.C. (USA). Il Procuratore Generale Michael B. Mukasey ha annunciato oggi l’arresto di 175 presunti affiliati ad un cartello per il traffico internazionale di droga in un’operazione congiunta condotta tra il 16 settembre ed oggi da centinaia di agenti internazionali, federali, statali e locali, tra Stati Uniti e Italia. L’operazione è il frutto di un’indagine di lungo termine su uno dei più grandi cartelli messicani per il traffico di droga e sulla sua rete di distribuzione negli Stati Uniti e nel resto del mondo, che ad oggi ha portato all’arresto di più di 500 persone tra Stati Uniti, Messico e Italia.

Il “Progetto Reckoning”, un’indagine multi-laterale condotta dalla DEA, aveva come obiettivo il cartello messicano per il traffico della droga noto come “Cartello del Golfo”. Tra gli arrestati vi sono i tre presunti boss dell’organizzazione: Ezequiel Cardenas-Guillen, Heriberto Lazcano-Lazcano e Jorge Eduardo Costilla-Sanchez. I tre, tutti indicati come Consolidated Priority Organization Targets (CPOT) dalla Organized Crime Drug Enforcement Task Force (OCDETF), sono accusati dalla Corte Distrettuale del Distretto di Columbia di aver organizzato l’importazione di droga dal Messico agli Stati Uniti. La classificazione CPOT è attribuita a narcotrafficanti di rilievo, sospettati di essere a capo di organizzazioni per il traffico di droga responsabili dell’importazione su vasta scala di stupefacenti negli Stati Uniti.

Il Cartello del Golfo controlla il trasporto di enormi quantità di cocaina, metanfetamine, eroina e marijuana da Colombia, Guatemala, Panama e Messico verso gli Stati Uniti nonché lo smercio di queste droghe sul territorio americano. Il Cartello è inoltre ritenuto responsabile del riciclaggio di grosse quantità di denaro in attività criminali. Gli arrestati sono accusati di numerosi crimini, quali: traffico di cocaina e marijuana, sequestro di persona, tentato omicidio, crimini a mano armata, organizzazione di omicidi e rapimenti in paesi esteri, spostamenti nazionali ed internazionali finalizzati al racket, riciclaggio e crimini connessi.

Ad oggi il Progetto Reckoning ha condotto all’arresto di 507 persone e al sequestro di circa 60,1 milioni in Dollari USA, di 16.711 kg di cocaina, di 472 di metanfetamine, 8 di eroina, 23300 di marijuana, di 176 veicoli e 167 armi. In quindici mesi di indagini, il Progetto Reckoning ha riunito in un’unico sforzo coordinato una serie di operazioni di polizia multi-distrettuali, aventi tutte come obiettivo individui strettamente connessi al Cartello del Golfo. L’Operazione Dos Equis, l’Operazione Vertigo, l’Operazione Stinger e l’Operazione The Family ed altre operazioni minori a livello locale sono tutte confluite nel Progetto Reckoning.

“Diffondendo pericolose droghe e ricorrendo alla violenza brutale, i cartelli internazionali della droga costituiscono una straordinaria minaccia sia qui che all’ estero”, ha detto il Procuratore Generale Michael B. Mukasey “la portata di questa minaccia richiede una risposta chiara e decisa ed il successo che abbiamo ottenuto con gli arresti di oggi è dovuto all’azione congiunta di organi di polizia federali, statali, locali ed internazionali. Per quanto sia soddisfatto degli sforzi compiuti finora, non possiamo dormire sugli allori e non lo faremo. La minaccia dei cartelli internazionali di droga è troppo forte. Per contrastarla con successo sarà necessario lo sforzo di tutti noi”.

“Abbiamo portato a termine con successo un assalto duro, massiccio e coordinato contro un cartello estremamente potente e violento come quello del Golfo”, ha dichiarato l’Acting Administrator della DEA Michele M. Leonhart. “Abbiamo arrestato i capi delle cellule americane, sottratto al cartello 60 milioni di dollari in contanti, arrestato i loro assassini e inferto un duro colpo alla loro organizzazione in America. La DEA continuerà a colpire senza sosta questo cartello, con l’obiettivo di smantellarlo e fermare la violenza subita dalle comunità al nostro confine di sud-ovest”.

“Sfortunatamente, l’area metropolitana di Atlanta continua ad essere uno dei più grandi centri di distribuzione della droga in tutto il SudEst ed anche oltre. La DEA ed i nostri altri collaboratori continuano ad indagare su tutti gli aspetti del traffico di droga”, prosegue il Procuratore del Northern District dello stato della Georgia, David E. Nahmias. “Questa grande operazione è un altro esempio dell’efficacia dei loro sforzi coordinati. Le due cellule del cartello smantellate ad Atlanta agivano come compagnie di spedizione, coordinando il trasporto di grandi carichi di droga e di milioni di dollari attraverso il Paese e da e verso il Messico. Grazie alle nostre indagini e operazioni abbiamo annientato queste organizzazioni, sequestrato grandi quantità dei loro veleni e dei loro profitti ed ora lavoreremo duro per lasciare in prigione i loro membri per anni.”

Il dottor Nicola Gratteri, Sostituto Procuratore Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in Italia, ha dichiarato che “questa operazione esemplifica la visione europea della lotta internazionale al traffico di droga.”

Di questi casi si sono occupate le Procure di Northern District of Georgia, Eastern District of Texas, Southern District of Texas, Northern District of Texas, Western District of Texas, District of New Jersey, Eastern District of Louisiana, District of New Mexico, Southern District of Florida, Eastern District of North Carolina, Southern District of New York, e Sezione Narcotici e Droghe Pericolose della Divisione Criminale. Inoltre, altri processi verranno condotti in California, Georgia, Illinois, North Carolina e Missouri.

Gli sforzi investigativi del Progetto Reckoning sono stati coordinati dalla Divisione per le Operazioni Speciali del Dipartimento di Giustizia, dalla DEA, dall’FBI, dal U.S. Immigration and Customs Enforcement, dal U.S. Marshals Service e dalle procure della Sezione Narcotici e Droghe Pericolose della Divisione Criminale. Più di 200 soggetti di polizia federali, statali, locali ed esteri hanno fornito materiali e informazioni giudiziarie al Progetto attraverso l’OCDETF. Un contributo significativo è stato dato anche da un gruppo di agenzie investigative internazionali supervisionate dagli uffici della DEA in Colombia, Guatemala, Messico, Panama e Italia, con l’assistenza delle controparti locali in ciascuno di questi stati.

Un’accusa è soltanto una presunzione e non una prova di colpevolezza. L’imputato ha diritto ad un giusto processo nel quale sarà compito del governo provarne la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.


L'originale della NEWS RELEASE è disponibile sul sito della DEA

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