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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Estratto: Rapporto sul traffico di esseri umani – Italia, pubblicato nel mese di giugno 2008

(Rapporto sul traffico di esseri umani – pubblicato nel mese di giugno 2008)

ITALIA (Classe 1)

L’Italia è un paese di transito e destinazione per donne, bambini e uomini, comprati e venduti a livello transnazionale a scopo di sfruttamento sessuale commerciale e lavoro coatto. La maggior parte delle vittime sono donne e bambini provenienti da Nigeria, Romania, Bulgaria, Moldavia, Albania ed Ucraina, ma anche da Russia, Sud America, Africa Settentrionale ed Orientale, Medio Oriente, Cina ed Uzbekistan. Uomini e donne provenienti dalla Cina sono vittime della tratta di persone verso l’Italia e costrette al lavoro forzato. I bambini Rom continuano ad essere anch’essi vittime del traffico di esseri umani, allo scopo di sfruttamento sessuale e costrizione all’accattonaggio. Da quanto viene riferito, un numero crescente di persone è vittima del traffico a scopo di sfruttamento lavorativo, soprattutto nel settore agricolo. Secondo una ONG (Organizzazione Non-Governativa), il 90% dei lavoratori stagionali stranieri non sono in regola, e due terzi vivono in Italia illegalmente; questa situazione li rende molto vulnerabili e facilmente soggetti al traffico di esseri umani. I paesi principali da cui provengono i lavoratori agricoli sono Polonia, Romania, Pakistan, Albania e Costa d’Avorio. E’ stato riferito che i trafficanti di esseri umani spostano più frequentemente le loro vittime all’interno dell’Italia, facendole spesso rimanere nelle maggiori città solo per alcuni mesi alla volta, nel tentativo di sfuggire alle ispezioni di polizia.

Il governo italiano soddisfa pienamente i requisiti minimi per l’eliminazione del traffico di esseri umani. Durante il periodo in esame, il governo ha intrapreso misure energiche per perseguire e condannare i responsabili di questo commercio, ed ha continuato ad attuare un approccio progressivo a favore delle vittime della tratta verso l’Italia per la loro liberazione, reintegrazione e rimpatrio.

Raccomandazioni per l’Italia: aumentare gli atti di solidarietà nei confronti delle donne e dei bambini coinvolti nella prostituzione e tenuti nei centri di detenzione, al fine di assicurare che le vittime di questo fenomeno siano identificate, protette e non penalizzate per i reati commessi a causa della propria condizione di vittima; continuare ad indagare attivamente sulle accuse di complicità nel traffico di esseri umani; intensificare ulteriormente le campagne di sensibilizzazione pubblica, allo scopo di ridurre la domanda interna di atti sessuali commerciali, ed intraprendere dei passi per impedire che i cittadini italiani siano coinvolti nel turismo sessuale minorile all’estero.

Azione Giudiziaria
Nel 2007 il governo italiano ha proseguito i suoi notevoli sforzi per far rispettare la legge. L’Italia ha proibito tutte le forme di traffico di esseri umani attraverso la legge “Misure contro la Tratta di Persone” del 2003, che stabilisce pene che vanno dagli 8 ai 20 anni di reclusione. Tali pene sono sufficientemente severe e commensurate alle pene previste per i reati di violenza sessuale. Il disegno di legge governativo del 2006, che prevedeva un ampliamento della legge sullo sfruttamento lavorativo al fine di introdurre nuove pene per i reclutatori di manodopera, non è ancora stato convertito in legge. In un importante processo che si è tenuto ad aprile 2007, lo Stato italiano ha condannato quattro trafficanti italiani e tre rumeni a pene comprese tra i 3 e i 12 anni di prigione, dopo che gli imputati erano stati riconosciuti colpevoli di prostituzione forzata e sfruttamento di 200 bambini Rom tra il 2004 e il 2006. A giugno 2007, lo Stato italiano ha intrapreso un’azione legale contro altri otto trafficanti, con l’accusa di sfruttamento sessuale di bambini per averli costretti a compiere atti sessuali in cambio di piccoli doni. Secondo quanto riferito, sono tuttora in corso le indagini del governo relative alla vasta operazione di contrasto riportata nel precedente rapporto, la cosiddetta “Operazione Spartacus”, condotta tra ottobre 2006 e gennaio 2007. Nel 2007 i pubblici ministeri italiani hanno avviato un filone di indagine, riguardante la tratta di esseri umani, nei confronti di 1202 persone, hanno incriminato individui coinvolti in 80 casi di traffico di persone, condannato in tribunale 163 trafficanti. La sentenza media è stata di quattro anni. Il governo ha dichiarato che la maggior parte dei trafficanti è rimasta in prigione durante lo svolgimento dei procedimenti giudiziari. Per condanne superiori ai due anni, gli imputati non possono richiedere la sospensione della sentenza.

Il governo ha continuato il processo contro 19 trafficanti relativo ad un caso del 2006, che riguardava la tratta di 113 raccoglitori di pomodori polacchi in Puglia, sfruttati e tenuti in condizioni di lavoro forzato e, all’inizio del 2008, darà inizio al processo contro altri quattro trafficanti. Dopo che la polizia italiana è stata inizialmente lenta nel rispondere, i pubblici ministeri ed i Carabinieri hanno svolto indagini efficaci sulle accuse di complicità ufficiale, quando notificate, e non hanno trovato prove a sostegno delle accuse stesse. Secondo una ONG di Genova, che lavora con le vittime della tratta di nigeriani, alcuni funzionari di governo sono stati incarcerati per aver facilitato il traffico.

Protezione
Nel periodo riportato, il governo italiano ha sostenuto grossi sforzi per proteggere le vittime del traffico. L’articolo 18 della legge contro il commercio di esseri umani permette alle autorità di garantire permessi di soggiorno e fornire protezione e servizi di formazione lavorativa alle vittime di questo fenomeno e, durante il periodo in esame, il governo ha esteso i benefici di tale articolo alle vittime dello sfruttamento del lavoro. Nel 2007 il governo ha stanziato 3.75 milioni di dollari a favore di un piano aggiuntivo per l’assistenza di emergenza, ed ha approvato 23 progetti realizzati dalle ONG. Nel periodo in esame, il governo ha destinato circa 9.75 milioni di dollari a 65 progetti di assistenza alle vittime, sebbene esso non abbia fornito i dati relativi al numero delle vittime che hanno beneficiato di questi progetti, o quelli relativi al numero di coloro che sono entrati nei programmi di protezione sociale. Sempre nel 2007, le ONG, grazie ai finanziamenti governativi, hanno promosso corsi di alfabetizzazione per 588 vittime e corsi di addestramento professionale per 313 vittime, hanno aiutato 436 persone a trovare un’occupazione temporanea ed altre 907 a trovare un’occupazione permanente. Nel 2007 il Ministero degli Interni ha rilasciato 1009 permessi di soggiorno alle vittime che hanno collaborato alle indagini delle forze dell’ordine. Nello stesso anno, il governo ha garantito il rientro responsabile di 62 vittime del traffico di esseri umani, finanziando il loro rimpatrio, provvedendo alla loro reintegrazione e fornendo loro del denaro per la risistemazione nei propri paesi d’origine. Durante il periodo riportato, il governo ha implementato procedure sistematiche per l’identificazione delle vittime tra le popolazioni vulnerabili in Italia. Nonostante gli sforzi del governo per cercare di identificare tutte le vittime del traffico di persone, alcune di esse, come le donne nigeriane sfruttate per il commercio sessuale, vengono ancora espulse. Basandosi sul rapporto di una commissione indipendente, secondo il quale le misure per l’identificazione delle vittime tra gli immigranti che arrivano sui barconi provenienti dal Nord Africa non sono pienamente efficaci, il governo, stando a quanto riferito, ha migliorato i processi per l’identificazione delle stesse, ed ora permette alle organizzazioni internazionali e alle ONG di ispezionare le strutture detentive ed avere dei colloqui con gli immigrati. Le vittime che denunciano i propri aguzzini di solito non sono penalizzate per aver commesso dei crimini a causa della propria condizione di vittima. Nel 2007 il governo ha adottato delle direttive per l’identificazione delle vittime del lavoro coatto, ed ha promosso quattro studi regionali sulle vittime dello sfruttamento lavorativo.

Prevenzione
Il governo italiano ha continuato a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del traffico di esseri umani, attraverso il finanziamento delle iniziative di informazione delle ONG e, nel 2007, ha iniziato una nuova campagna pubblicitaria che comprende spot televisivi, annunci pubblicitari su pagine web e adesivi per automobili in varie lingue. Nel marzo 2007 il Ministero degli Interni ha creato una commissione designata a migliorare l’attività di sorveglianza ed i procedimenti giudiziari relativi al traffico di esseri umani, ed ha invitato le ONG a partecipare al processo decisionale, includendo i suoi membri nella commissione. Lo stesso Ministero degli Interni, insieme a molti altri paesi, sta programmando una campagna di sensibilizzazione pubblica per ridurre la domanda di atti sessuali commerciali e sollevare la consapevolezza sul problema del traffico di esseri umani; questa campagna è stata chiamata “Progetto Pentametro”. Il Ministero italiano della Difesa organizza regolarmente corsi di formazione sui diritti umani e sul traffico di esseri umani, sia per il personale civile che per quello militare che prestano servizio nelle missioni internazionali di pace all’estero. Il governo ha contribuito a finanziare la ONG ECPAT, (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking - Porre fine alle prostituzione minorile, alla pedopornografia e alla tratta di minori ), un’associazione che conduce in Italia attività di prevenzione contro il turismo sessuale. Nel febbraio 2007 la polizia ha arrestato un professore universitario di Napoli per aver commesso reati di turismo sessuale in Tailandia.

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