U.S. Mission to Italy U.S. Mission to Italy
Background image
Background image
Related Topics
banner image Full version Plain Text Version Plain Text Version banner image
   Balkans and S.E. Europe
    

7 febbraio 2008

Fact Sheet: Proposta globale per un accordo sulla definizione dello status del Kosovo, 6 febbraio 2008

(Il comunicato delinea le clausole principali e le fasi di applicazione dell’accordo)

Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America
Ufficio per gli Affari Europei ed Eurasiatici
Washington, DC
6 febbraio 2008

Fact Sheet

Proposta globale per un accordo sulla definizione dello status del Kosovo

Accordo sullo status

La Proposta sullo Status del Kosovo è stata sottoposta al Consiglio di Sicurezza dell’ONU nell’aprile 2007 dall’Inviato Speciale delle Nazioni Unite Martti Ahtisaari. L’Accordo comprende un testo principale con 14 articoli che ne espongono i principi generali, e 12 allegati che ne costituiscono l’elaborazione.

Clausole principali dell’Accordo

• Democrazia multietnica – La società multietnica del Kosovo si autogovernerà democraticamente, nel rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, promuovendo la pace e la prosperità per tutti i suoi abitanti.

• Costituzione – Il Kosovo custodirà gelosamente i suddetti principi in una nuova Costituzione. L’Accordo definisce anche altri elementi chiave che dovranno esservi inclusi, quali le necessarie forme di protezione e i diritti dei membri di tutte le comunità, così come descritti più avanti.

• Status internazionale – Il Kosovo avrà il diritto di negoziare e di concludere accordi internazionali, e di chiedere di entrare a far parte di organizzazioni internazionali.

• Diritti e partecipazione delle minoranze – Un elemento centrale dell’Accordo è la protezione e la promozione dei diritti di tutti gli abitanti e di tutte le comunità del Kosovo, compresa la tutela della cultura, della lingua, dell’istruzione e dei simboli delle comunità. L’Accordo tiene anche conto della rappresentanza dei non albanesi nelle principali istituzioni pubbliche, per salvaguardare i loro diritti e per incoraggiare la loro partecipazione attiva alla vita pubblica.

• Decentralizzazione – L’accordo propone la creazione a tutto campo di autorità amministrative locali. La comunità serba in Kosovo avrà un alto grado di controllo sui propri affari, compresa l’assistenza sanitaria e l’istruzione superiore. Le comunità a maggioranza serba avranno un’ampia autonomia finanziaria e saranno in grado di ricevere finanziamenti trasparenti da parte della Serbia e di prendere parte ad associazioni intermunicipali e a progetti di cooperazione internazionale con le istituzioni serbe. Saranno fondati o fortemente espansi sei distretti amministrativi a maggioranza serba: Gracanica, Novo Brdo, Klokott, Ranilug, Partes, and Mitrovica-North.

• Sistema giudiziario – Il sistema giudiziario del Kosovo sarà etnicamente integrato, indipendente, formato da professionisti ed imparziale. L’Accordo prevede anche la creazione obbligatoria di una nuova Corte Costituzionale.

• Patrimonio religioso e culturale – L’Accordo prevede clausole per la salvaguardia della Chiesa Ortodossa Serba in Kosovo. Zone di protezione circonderanno più di 40 importanti siti religiosi e culturali, a protezione della loro dignità. Alla Chiesa Ortodossa Serba verranno riconosciuti i diritti di proprietà, essa sarà esentata dal pagamento delle imposte e dei dazi doganali e sarà libera di mantenere legami con la Chiesa Ortodossa Serba di Belgrado.

• Rifugiati – Tutti i rifugiati e i profughi nazionali avranno il diritto di tornare e rivendicare le loro proprietà e i loro beni personali in base al diritto internazionale. L’Accordo invita Kosovo e Serbia a collaborare pienamente con la Commissione Internazionale della Croce Rossa per fare chiarezza sulla sorte delle persone scomparse.

• Sviluppo economico – L’Accordo stabilisce procedure per dirimere le dispute sulla proprietà e per proseguire nelle privatizzazioni, in entrambi i casi con un significativo coinvolgimento internazionale. L’Accordo stabilisce anche le modalità di definizione della quota kosovara del debito internazionale serbo.

• Sicurezza – L’Accordo incoraggia un alto livello di coinvolgimento locale nello sviluppo di un settore di sicurezza professionistico e multietnico, in regime di controllo democratico e sotto la supervisione internazionale.

-- La Forza di Polizia del Kosovo avrà una linea gerarchica unificata in tutto il Kosovo, con un corpo di polizia che riflette la composizione etnica dei distretti amministrativi in cui presta servizio.

-- Sarà fondata la Forza di Sicurezza del Kosovo (FSK), una struttura professionistica e multietnica. Essa sarà composta da un massimo di 2.500 membri attivi e 800 membri di riserva. Gli attuali Corpi di Protezione del Kosovo (CPC) saranno sciolti entro un anno dalla creazione della FSK.

• Presenza internazionale – Il Kosovo avrà una supervisione costante e godrà di un supporto internazionale, con tre componenti principali:

-- Un Rappresentante Civile Internazionale (RCI) – Il RCI sovrintenderà all’attuazione dell’accordo e costituirà l’autorità definitiva sulla sua interpretazione. Questo individuo avrà un duplice ruolo, come RCI e come Rappresentante Speciale dell’Unione Europea. Il RCI avrà potere abrogativo su decisioni o leggi, e avrà il potere di sanzionare o di rimuovere quei funzionari pubblici le cui azioni siano ritenute in contraddizione con la lettera o lo spirito dell’Accordo. Il RCI rappresenterà l’autorità ultima in Kosovo riguardo agli aspetti civili dell’Accordo.

-- Una Missione della Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) controllerà, indirizzerà e fornirà consulenza su tutti gli aspetti relativi allo stato di diritto. Essa assisterà il Kosovo nella sua opera di sviluppo di un corpo di polizia efficiente, equo e rappresentativo, e di istituzioni giudiziarie, doganali e penali.

-- Una Presenza Internazionale Militare sotto la guida della NATO assicurerà un clima di sicurezza e di fiducia in tutto il Kosovo, in accordo con il RCI e a supporto delle istituzioni kosovare, fin quando tali istituzioni non saranno in grado di assumersi pienamente la responsabilità della sicurezza.

• OSCE – All’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, composta da 56 nazioni, è fatta richiesta di monitorare l’attuazione dell’Accordo.

Fasi di applicazione dell’Accordo

Con l’entrata in vigore dell’Accordo è previsto un periodo di transizione di 120 giorni.

Durante questo periodo:

• Il mandato della UNMIK (Missione delle Nazioni Unite in Kosovo) resterà invariato.

• Il RIC fungerà da consulente della UNMIK se durante tale fase di transizione sarà necessario intraprendere azioni per garantire il rispetto dell’Accordo.

• L’Assemblea del Kosovo, con la consulenza del RCI, approverà una nuova Costituzione e le leggi necessarie per consentire l’attuazione dell’Accordo.

Alla fine del periodo di transizione di 120 giorni:

• La nuova Costituzione entrerà in vigore.

• Il mandato della UNMIK avrà termine.

• Le autorità del Kosovo assumeranno i poteri legislativi ed esecutivi della UNMIK.

Entro nove mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo, il Kosovo indirà elezioni generali e municipali.

(fine fact sheet)

This site is managed by the U.S. Department of State.
External links to other Internet sites should not be construed as an endorsement of the views or privacy policies contained therein.
 Home | Contact Us | Privacy | disclaimers | Webmaster| FAQ  Mission of the United States