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   Middle East
    
President George W. Bush is introduced Sunday, Jan. 13, 2008, by Aida Abdullah Al-Azdi, Executive Director, Emirates Center for Strategic Studies Research.

President George W. Bush is introduced Sunday, Jan. 13, 2008, by Aida Abdullah Al-Azdi, Executive Director, Emirates Center for Strategic Studies Research.

Discorso del Presidente Bush, Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, 13 gennaio 2008

Il seguente articolo è apparso sul quotidiano "Il Foglio" del 15 gennaio 2008
(traduzione Studio Brindani e Alan Patarga)

Ministri, membri dei corpi diplomatici e illustri ospiti: mi sento onorato dell’opportunità di trovarmi in terra araba e rivolgermi al popolo di questa nazione e regione. Nell’intero corso della storia, le terre che il popolo arabo definisce “casa” hanno svolto un ruolo di capitale importanza nelle questioni mondiali. Queste terre si trovano nel punto di congiunzione di tre grandi continenti: Europa, Asia e Africa, sono state la culla di tre delle più grandi religioni mondiali, nonché testimoni dell’ascesa e del crollo di grandi civiltà. E nel XXI secolo, queste terre continuano a rivestire un ruolo fondamentale nella storia umana. Davanti a noi sta per nascere una nuova, grande era, fondata sull’uguaglianza di tutti i popoli davanti a Dio. E’ un’era da costruire in base all’idea secondo cui il potere è una responsabilità da esercitare con il consenso dei popoli governati e che deve garantire un’equa giustizia a norma di legge. E questa nuova era offre speranza a quei milioni di persone in medio oriente che desiderano ardentemente un futuro di pace, progresso e opportunità. Qui ad Abu Dhabi le linee principali di un simile futuro sono chiaramente visibili. Spronati dal reverendo padre di questo paese – Sheikh Zayed – siete riusciti a creare una società fiorente nel deserto. Avete aperto le porte all’economia mondiale. Avete incoraggiato le donne a contribuire allo sviluppo della vostra nazione, consentendo loro di occupare alcune tra le vostre posizioni ministeriali più rilevanti. Avete tenuto elezioni storiche per il Consiglio nazionale federale. Avete mostrato al mondo un modello di stato musulmano tollerante nei confronti dei popoli di fedi diverse. Sono orgoglioso di trovarmi in una nazione in cui le persone hanno l’opportunità di costruire un futuro migliore per se stesse e per le proprie famiglie. Vi ringrazio per la vostra calorosa ospitalità.

Nel mio paese consideriamo tali sviluppi un progresso della libertà. Altri possono definirli un avanzamento della giustizia. Tuttavia, a prescindere dal termine usato, l’ideale è il medesimo. In una società libera e giusta, ogni persona viene trattata con dignità, i leader sono responsabili nei confronti di chi viene governato, e gli individui hanno la possibilità di aspirare alle posizioni loro concesse dal talento e dal duro lavoro. Per decenni la popolazione di questa regione ha visto il proprio desiderio di libertà e giustizia negato nel proprio territorio e respinto all’estero in nome della stabilità. Oggi, le vostre aspirazioni sono minacciate da violenti estremisti che, per conquistare il potere, uccidono innocenti. Questi estremisti hanno depredato la nobile religione dell’islam, tentando di imporre la loro ideologia totalitaria su milioni di persone. Essi odiano la libertà e la democrazia, che incoraggia la tolleranza religiosa e consente alla gente di progettare il proprio futuro. Odiano il vostro governo, perché non condivide la loro oscura visione. Odiano gli Stati Uniti, perché sanno che siamo al vostro fianco nel contrastare le loro brutali ambizioni. E ovunque vadano, sfruttano l’omicidio e la paura per fomentare l’instabilità e portare avanti i loro obiettivi.

Una causa di instabilità è l’appoggio che il regime di Teheran offre a questo tipo di estremismo, che esso stesso incarna. Oggi l’Iran è il principale stato sponsor del terrore: invia centinaia di milioni di dollari agli estremisti sparsi per il mondo, mentre la sua stessa gente è costretta ad affrontare repressioni e ristrettezze economiche in casa; indebolisce le speranze di pace del Libano armando e sostenendo il gruppo terrorista Hezbollah; sovverte le speranze di pace in altre parti della regione finanziando gruppi terroristici come Hamas e la Jihad islamica palestinese; manda armi ai talebani in Afghanistan e ai militanti sciiti in Iraq; tenta di intimidire i propri vicini con missili balistici e una retorica bellicosa; infine, sfida le Nazioni Unite e destabilizza la regione rifiutando di dimostrarsi aperto e trasparente per quanto concerne i propri programmi e obiettivi nucleari. Le azioni dell’Iran minacciano la sicurezza di ogni paese del mondo. Pertanto gli Stati Uniti intendono consolidare i propri impegni di sicurezza di lunga data con gli amici del Golfo e chiamare a raccolta gli stati alleati sparsi nel pianeta per fronteggiare questo pericolo prima che sia troppo tardi.

L’altra importante causa di instabilità è rappresentata dall’estremismo personificato da al Qaida e dai suoi gregari. L’11 settembre 2001 al Qaida ha ucciso quasi 3.000 persone in terra americana. Tra le vittime erano presenti anche alcuni musulmani innocenti. Da allora, al Qaida e i suoi alleati hanno ucciso molti altri musulmani qui in medio oriente, tra cui donne e bambini. In Afghanistan sotto i talebani, nella provincia irachena di Anbar, hanno governato con l’intimidazione e l’assassinio. Il loro obiettivo è imporre quella stessa oscura dominazione in tutto il medio oriente. Così, cercano di rovesciare i vostri governi, acquisire armi di distruzione di massa e far nascere dissensi tra la popolazione degli Stati Uniti e i popoli del medio oriente. E falliranno. Gli Stati Uniti vi affiancano nel vostro impegno per la libertà e la sicurezza in questa regione e non vi abbandoneranno ai terroristi o agli estremisti.

La lotta contro le forze estremiste è la grande battaglia ideologica della nostra epoca. Ed è proprio in questa lotta che le nostre nazioni hanno un’arma che è ben più potente delle bombe o dei proiettili: è il desiderio di libertà e di giustizia che è stato scritto nei nostri cuori da Dio onnipotente e che nessun terrorista o tiranno potrà portarci via. Noi vediamo questo desiderio nei 12 milioni di iracheni che hanno intinto le loro dita nell’inchiostro viola quando hanno votato contro al Qaida. Vediamo questo desiderio nei palestinesi che hanno eletto un presidente che si è impegnato per la pace e la riconciliazione. Vediamo questo desiderio nelle migliaia di libanesi le cui proteste hanno contribuito a liberare il paese dall’occupazione straniera. E vediamo questo desiderio nei coraggiosi dissidenti e giornalisti che si espongono parlando contro il terrore e l’oppressione e l’ingiustizia. Lo vediamo anche in tutta la gente normale che vive in medio oriente, che non ne può più di violenze, di corruzione, di vane promesse, e che sceglie un futuro libero ogni volta che ne ha l’occasione. E osserviamo anche leader in tutta la regione che cominciano a rispondere ai desideri dei loro popoli e a compiere qualche passo per tentare di aumentare la stabilità e la prosperità dei loro paesi. Le recenti elezioni del vostro Consiglio nazionale federale non rappresentano che la prima fase di una vasta riforma che mira a rendere il vostro governo più moderno e più rappresentativo. L’Algeria ha tenuto le sue prime elezioni presidenziali competitive. Il Kuwait ha tenuto elezioni in cui per la prima volta anche alle donne è stato concesso il diritto di votare e di candidarsi per una carica politica. I cittadini hanno votato in elezioni municipali in Arabia Saudita, in elezioni parlamentari competitive in Giordania, Marocco e Bahrein, oltre che in una elezione presidenziale multipartitica nello Yemen. In tutto il mondo la maggioranza dei musulmani vive in una società libera e democratica e i popoli del medio oriente devono continuare a lavorare per arrivare al giorno in cui si potrà dire lo stesso per tutti i paesi che l’islam ha chiamato patria fin dall’inizio.

Per far avanzare la libertà e la giustizia in questa parte del mondo le elezioni sono importanti, ma sono solo l’inizio. Per avere società libere e giuste occorre avere istituzioni civili forti, come luoghi di culto, università, associazioni professionali, enti locali e gruppi territoriali. Per avere società libere e giuste è necessario che i paesi siano in grado di autogovernarsi, contribuendo così a imporre lo stato di diritto. E per avere società libere e giuste infine devono emergere cittadinanze impegnate, dove ciascun individuo senta di avere realmente un ruolo nel futuro del proprio paese. Solo tutti questi progressi insieme possono andare a formare quel legame necessario tra chi governa e chi è governato, tra un popolo e la sua nazione.

Delle società libere e giuste sono anche necessarie per creare opportunità per i loro cittadini, opportunità che cominciano dalla crescita economica. In qualsiasi società le risorse più importanti non sono il petrolio o i minerali che giacciono nel suo sottosuolo, bensì le capacità e i talenti delle persone, ossia, come lo ha definito un economista che ha vinto il premio Nobel, il capitale umano. In tutta questa regione c’è abbondanza di capitale umano, negli uomini e nelle donne che sono i vostri cittadini. Ed è solo rafforzando i vostri sistemi di istruzione e aprendo le vostre economie che riuscirete a liberare le loro potenzialità, creare società vitali e imprenditoriali, e fare il vostro ingresso in una nuova era in cui le persone hanno fiducia nel fatto che il domani sarà foriero di maggiori opportunità rispetto all’oggi.

Negli ultimi anni le nazioni di questa regione hanno riportato alcuni enormi progressi. La Banca mondiale ha registrato un forte sviluppo economico, tuttora in crescita. L’Arabia Saudita è entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio. La Giordania, l’Oman, il Bahrein e il Marocco hanno firmato accordi di libero scambio con gli Stati Uniti. Le vostre nazioni stanno attirando sempre più investimenti stranieri. Naturalmente il petrolio è una delle maggiori fonti di crescita economica in quest’area, ma le nazioni del medio oriente oggi stanno investendo nella loro gente e stanno costruendo infrastrutture, aprendo così le porte al commercio con l’estero e agli investimenti dall’estero. L’America vi sostiene in questi sforzi. Noi crediamo che il commercio e gli investimenti siano la chiave per aprirsi a un futuro di speranza e di opportunità. Crediamo anche che alla nostra richiesta di aprire i vostri mercati debba seguire, da parte nostra, l’apertura dei nostri. E siamo incoraggiati a farlo dagli spostamenti verso la libertà economica a cui stiamo assistendo in tutto il medio oriente.

Purtroppo, assieme a questi passi avanti, assistiamo nella regione anche a qualche battuta d’arresto. Non si può costruire un rapporto di fiducia quando si tengono elezioni in cui i candidati dell’opposizione vengono perseguitati o imprigionati. Non si può pretendere che la gente creda nella promessa di un futuro migliore quando viene incarcerata per aver pacificamente avanzato delle richieste nei confronti del proprio governo. E non si può costruire una nazione moderna e sicura di sé se non si permette ai cittadini di esprimere le loro legittime critiche.

Gli Stati Uniti sanno bene che il progresso democratico richiede scelte coraggiose. La nostra stessa storia ci insegna che la strada per la libertà non è sempre facile da battere e che la democrazia non arriva in una notte. Ma sappiamo anche che, nonostante tutte le difficoltà che può comportare il suo perseguimento, una società basata sulla libertà vale sempre il sacrificio che richiede. Sappiamo che la democrazia è l’unica forma di governo che garantisca dignità e uguaglianza agli individui, com’è loro diritto. Sappiamo per esperienza che la democrazia è la sola forma di governo che assicuri pace duratura e stabilità. In una democrazia i leader dipendono dal loro popolo – e la maggior parte dei popoli non desidera né guerre né bagni di sangue né violenze. La maggior parte delle persone vuole soltanto pace e un’opportunità. Pertanto è una politica esplicita degli Stati Uniti il sostegno a queste persone che reclamano il loro diritto alla libertà, in quanto questione di diritto naturale e di interesse nazionale.

So bene che alcune persone – comprese alcune nel mio stesso paese – credono che sia un errore sostenere le libertà democratiche in medio oriente. Dicono che i popoli arabi non sono “pronti” per la democrazia. Ovviamente, questa è la stessa obiezione che veniva mossa riguardo ai giapponesi al termine della Seconda guerra mondiale. Alcuni dicevano che avere un imperatore fosse incompatibile con la democrazia. Altri che fosse la religione giapponese a essere incompatibile con la democrazia. Altri ancora sostenevano che portare la libertà in Giappone e nel Pacifico fosse poco saggio, dal momento che il nostro interesse era sostenere leader filoamericani a prescindere dai loro metodi di governo.

Fortunatamente, l’America respinse questi consigli, conservò la sua fede nella libertà e si mise al fianco dei popoli dell’Asia. I risultati sono ora visibili. Oggi il popolo giapponese ha, allo stesso tempo, una democrazia che funziona e un imperatore ereditario. Esso ha preservato le sue tradizionali pratiche religiose imparando a tollerare le fedi altrui. I giapponesi sono ora circondati da parecchie democrazie che riflettono pienamente le tante facce della regione. Alcune di queste democrazie sono monarchie costituzionali, altre parlamentari, altre presidenziali. Alcune sono a maggioranza cristiana, altre musulmana, altre ancora indù o buddiste. Eppure, a fronte di tutte queste differenze, le nazioni libere dell’Asia derivano tutte la loro autorità dal consenso dei governati e tutte conoscono la stabilità duratura che solo la libertà può portare in dote.

Questa trasformazione non sarebbe stata possibile senza la presenza americana e la perseveranza per decenni. E come la nostra scommessa di allora sull’Asia aiutò quella gente ad assicurarsi la loro libertà e la loro prosperità, così la nostra scommessa di oggi sul medio oriente aiuterà a ottenere le vostre. Quel che è accaduto in Asia è la miglior dimostrazione che la nostra scommessa è reale, forte e duratura.

Oggi l’America sta utilizzando la propria influenza per portare pace e riconciliazione in Terrasanta. Gli israeliani sono riusciti a far crescere una società moderna su un terreno roccioso e vogliono vivere le loro vite in libertà e sicurezza a casa loro e in pace con i loro vicini. Il popolo palestinese, dal canto suo, aspira a costruire una sua nazione nella quale vivere con dignità per poter realizzare i propri sogni. Oggi israeliani e palestinesi capiscono che l’unico modo per raggiungere i loro obiettivi è aiutarsi gli uni con gli altri. In altre parole, uno stato palestinese indipendente, vitale, democratico e pacifico è molto più che un sogno dei palestinesi. E’, anche, la miglior garanzia di pace per tutti i loro vicini: gli israeliani lo sanno bene. I leader d’ambo le parti hanno ancora tante decisioni coraggiose da prendere davanti a loro e dovranno far sì che a queste decisioni corrispondano poi impegni concreti. Ma è ormai tempo perché in Terrasanta palestinesi e israeliani vivano in pace.

L’America farà la sua parte. Ad Annapolis, lo scorso novembre, gli Stati Uniti hanno invitato israeliani, palestinesi e altri membri della comunità internazionale a partecipare a una conferenza. Ho apprezzato che il vostro paese abbia inviato una delegazione. E’ stato bello vedere il presidente palestinese e il primo ministro israeliano parlare dinanzi a una sala piena di leader arabi. Il risultato è stato che palestinesi e israeliani hanno dato il via a un negoziato per la costituzione di uno stato palestinese e per una pace più ampia. I colloqui sono appena all’inizio e le nostre speranze sono elevate. All’inizio del mio viaggio ho incontrato i leader di Israele e Palestina. Sono rimasto impressionato dalla loro determinazione ad andare avanti. Sostenendo le legittime aspirazioni di entrambe le parti, incoraggeremo la riconciliazione dei popoli di Israele e della Palestina, come quella tra israeliani e arabi, e getteremo le basi per una pace duratura che contribuirà alla sicurezza di tutti i paesi del Golfo. Così, quando darete una mano per la costruzione di un medio oriente in pace e prosperità, troverete gli Stati Uniti al vostro fianco. Come abbiamo fatto in tanti luoghi dall’Asia all’Europa, abbiamo rimodellato le nostre relazioni con amici e alleati per contribuire alla protezione dei vostri popoli e dei vostri confini. Come abbiano fatto in tanti luoghi dall’Asia all’Europa, stiamo cercando di darvi una mano per far entrare le vostre economie nel mercato globale. Come abbiamo fatto in tanti luoghi dall’Asia all’Europa, abbiamo lanciato programmi ideati per aiutarvi a promuovere riforme economiche, opportunità educative e partecipazione politica.

Gli Stati Uniti non hanno brama di territori. Noi cerchiamo soltanto la nostra sicurezza condivisa nella vostra libertà. Crediamo fermamente che la stabilità possa arrivare soltanto da un medio oriente libero e giusto, dove gli estremisti siano emarginati da milioni di mamme e di papà che vogliono, per i loro figli, le stesse opportunità che noi possiamo offrire ai nostri. Per questo, oggi, vorrei parlare direttamente ai popoli del medio oriente. Al popolo palestinese: la dignità e la sovranità che sono vostro diritto sono a portata di mano. Nel presidente Abbas (Abu Mazen, ndr) avete un leader che comprende come il percorso da seguire sia quello di un negoziato pacifico. Aiutatelo, mentre prende la coraggiosa decisione della pace. Opponetevi agli estremisti e ai terroristi che rappresentano la più grande minaccia per uno stato palestinese. Gli Stati Uniti vi aiuteranno a costruire le istituzioni per avere democrazia e prosperità e far sì che i vostri sogni di uno stato diventino realtà. Al popolo d’Israele: sapete che la pace e la riconciliazione con i vostri vicini è la strada migliore per ottenere sicurezza a lungo termine. Noi crediamo che la pace sia possibile, sebbene richieda scelte coraggiose. Gli Stati Uniti saranno sempre al fianco di Israele contro il terrorismo. E vi sosterremo mentre lavorerete alla sicurezza della vostra gente e a portare pace e riconciliazione in Terrasanta. Al popolo dell’Iraq: avete fatto la vostra scelta per la democrazia e siete rimasti fermi dinanzi a terribili atti omicidi. I terroristi e gli estremisti non possono prevalere. Sono tormentati dalla vista di un uomo anziano che vota o di una ragazzina che va a scuola, perché sanno che una democrazia che ha successo è una minaccia mortale alle loro ambizioni. Gli Stati Uniti stanno combattendo fianco a fianco con sunniti, sciiti e curdi per sradicare terroristi ed estremisti dalla vostra terra. Abbiamo inflitto loro colpi durissimi. Gli Stati Uniti continueranno a sostenervi nella costruzione delle istituzioni proprie di una società libera. Insieme sconfiggeremo i nostri comuni nemici. Al popolo dell’Iran: siete ricchi di cultura e di talento. Avete il diritto di vivere sotto un governo che ascolti i vostri desideri, che rispetti i vostri talenti e che vi consenta di costruire una vita migliore per voi e per le vostre famiglie. Sfortunatamente, il vostro governo vi nega queste opportunità e minaccia invece la pace e la stabilità dei vostri vicini. Per questo chiediamo al regime di Teheran di dare ascolto alla vostra volontà e di essere responsabile nei vostri confronti. Verrà il giorno in cui il popolo iraniano avrà un governo che abbracci gli ideali di libertà e giustizia e in cui l’Iran si unirà alla comunità delle nazioni libere. E quando quel bel giorno verrà, non avrete migliore amico degli Stati Uniti d’America. Ai leader del medio oriente che combattono gli estremisti: gli Stati Uniti saranno al vostro fianco fintanto che affronterete i terroristi e i radicali. Vi preghiamo di unirvi a noi nell’impegnare le risorse necessarie per far sì che i palestinesi possano costruire le istituzioni necessarie a dar vita a una società libera. Aiutate i cittadini del Libano a conservare il loro governo e la loro sovranità a fronte delle pressioni di alcuni loro vicini. Mostrate agli iracheni che li sostenete nel loro sforzo di costruire una nazione piena di speranze. Come farete tutto ciò, sappiate che il modo migliore per sconfiggere gli estremisti che covate nel vostro stesso seno è fare delle vostre società delle società aperte, è dar fiducia alla vostra gente e dare a essa una voce nella sua nazione. E, infine, ai popoli di tutto il medio oriente: sentiamo il vostro lamento mentre chiedete giustizia. Condividiamo con voi il vostro desiderio per un futuro libero e prospero. Quando combattete per ritrovare la vostra voce e avere un posto nel mondo, sappiate che gli Stati Uniti sono con voi.

Per la stragrande maggioranza delle persone a questo mondo non esiste un simbolo più grande dell’America della statua della libertà. Fu disegnata da un uomo che viaggiò molto in questa parte del mondo e che originariamente aveva immaginato che questa donna potesse reggere la sua torcia all’ingresso del Canale di Suez. Alla fine, invece, fu eretta nel porto di New York, dove è stata di ispirazione per generazioni e generazioni di immigrati. Uno di questi immigrati era un poeta di nome Ameen Rihani Gazing. Guardando la sua luce tenuta in alto, si chiese se mai la sua sorella potesse essere eretta nella terra dei suoi progenitori arabi. Scrisse proprio così: “Quando porgerai il tuo volto a oriente, oh Libertà?”.

Amici miei, un futuro di libertà è proprio lì, dinanzi a voi. E’ il vostro diritto. E’ il vostro sogno. E’ il vostro destino. Che Dio vi benedica.

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