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   Intellectual Property Rights
    

24 ottobre 2007

Discorso dell'Ambasciatore Ronald P. Spogli “Il Diritto di Proprietà Intellettuale”, 24 ottobre 2007

(Intervento al simposio italo-statunitense sulla proprietà intellettuale - Roma, Ministero degli Affari Esteri)

Inanzittutto, vorrei ringraziare sentitamente il Vice Presidente del Consiglio, D’Alema, il ministro della Giustizia, Mastella, e il Presidente Mancino per avere organizzato questo importante simposio. Sono particolarmente felice di essere qui oggi. Solitamente questa è una frase fatta, ma oggi lo affermo con sincerità poiché ritengo che questo evento sia da considerarsi una pietra miliare per la nostra collaborazione nella lotta alla pirateria.

Per molti anni noi americani siamo stati soli nel chiedere la protezione della creatività, e la proprietà intellettuale sembrava essere una questione di interesse esclusivamente statunitense.

Oggi, anche l’Italia riconosce che la protezione della proprietà intellettuale è principalmente nel proprio interesse ed il seminario a cui noi oggi partecipiamo è prova di questa nuova consapevolezza, ulteriormente confermata dai messaggi incoraggianti da parte del Vice Presidente D’Alema e del Ministro Mastella.

La protezione della proprietà intellettuale ha rappresentato uno dei più importanti strumenti per lo sviluppo economico americano, e trova radici nella nostra costituzione.
Personaggi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia degli Stati Uniti, quali Jefferson e Franklin, uomini di governo ma anche di scienza, avevano capito sin da allora quanto fosse importante tutelare le opere dell’ingegno. E quanto fosse importante stimolare la creatività del proprio popolo.

La proprietà intellettuale continua ad essere una delle nostre maggiori ricchezze, ed acquisirà in futuro sempre maggiore importanza per la nostra crescita economica e culturale.

Ho detto spesso che l’Italia, paese di grandi artisti e inventori, cito tra i tanti Leonardo, Modugno (chi non conosce Volare), Renzo Piano, la professoressa Montalcini, Enzo Ferrari, dovrebbe proteggere la proprietà intellettuale principalmente per difendere la propria cultura e la propria economia.
In tal modo coloro che hanno idee, creatività e spirito di innovazione potranno non solo trarne beneficio personale, ma anche contribuire alla crescita ed al benessere di tutto il paese.

E’ inevitabile, quindi, che, essendo un valore molto importante per tutti noi, la creatività assume anche un valore economico.
Se siamo d’accordo su questo punto, allora è giusto chiedere che la creatività sia ricompensata.

Una scarsa protezione della proprietà intellettuale è dannosa per l’immagine dell’Italia e non favorisce gli investimenti esteri.
Per darvi un parametro di riferimento, a fine 2006 la consistenza degli investimenti statunitensi in Italia era pari a circa 29 miliardi di dollari.

Bene, a fine 2006 i nostri investimenti nel Regno Unito erano pari a 364 miliardi di dollari, in Germania a 99 miliardi, in Francia a 65 miliardi, in Belgio a 52 miliardi.
Persino in Spagna i nostri investimenti erano quasi il doppio rispetto all’Italia con circa 49 miliardi di dollari.

Uno dei motivi è l’incertezza riguardo la tutela dei diritti degli investitori, e quindi anche dei diritti di proprietà intellettuale.

La proprietà intellettuale è molto importante per gli Stati Uniti. Moltissime nostre aziende, ad esempio la Google, hanno basato il loro business sull’innovazione e pertanto sulla protezione dell’innovazione.
Google produce soltanto prodotti di proprietà intellettuale. Anche Hollywood è un sistema che si basa interamente sulla proprietà intellettuale.

Le nostre università finanziano la propria ricerca anche tramite la registrazione di brevetti e la commercializzazione delle proprie scoperte.

Ritengo che sia una mia precisa responsabilità, in qualità di Ambasciatore Americano presso l’Italia, di assicurare gli interessi degli Stati Uniti nel vostro paese.

Ciò va dall’assistenza prestata dall’Ambasciata al turista americano che è stato derubato, all’accertarsi che gli investimenti e gli interessi economici americani in Italia siano tutelati. Purtroppo devo dire senza troppi giri di parole che, nel campo della proprietà intellettuale, gli interessi americani subiscono danni ingenti in Italia.

Alcune fonti valutano il danno alla sola industria del copyright, cioè escludendo marchi e brevetti, intorno ai 2 miliardi di dollari l’anno. Ciò è semplicemente inaccettabile. Ed è ovvio che quando le aziende americane subiscono danni così rilevanti, il governo degli Stati Uniti è tenuto ad occuparsi del problema.

Parlando sempre molto francamente, l’Italia, pur avendo ottime leggi, è eccessivamente tollerante nei confronti di chi viola la proprietà intellettuale.

Per questo motivo, l’Italia è tuttora inserita nella Watch List della Special 301, una legge che richiede al governo americano di valutare il livello di protezione della proprietà intellettuale in 79 paesi partner commerciali.

Nei casi più gravi, l’inserimento nella lista può portare all’applicazione di sanzioni commerciali. Al momento, non sono previste sanzioni contro l’Italia, ma devo dire che vedere il Bel Paese inserito nella lista è sinceramente poco confortante. Come sapete, le mie radici italiane sono molto profonde, e qui mi sento a casa.

È quindi per me ancora più doloroso vedere l’Italia in questa lista, dalla quale mi auguro potrà essere rimossa al più presto possibile. Purtroppo, sino a quando le aziende americane continueranno a subire simili danni economici, ciò non sarà possibile.

Con il vostro permesso vorrei tornare su questo punto fra poco per proporre alcuni suggerimenti al fine di correggere questa situazione.
Prima desidero ripetere quello che vado sostenendo sin dal mio arrivo in Italia. E’ nel vostro interesse, prima che nel nostro, difendere la creatività e perciò la proprietà intellettuale. L’Italia ha un potenziale enorme.

Potrebbe diventare un “hub”, un centro d’eccellenza e d’innovazione, ma attualmente questo non avviene. Sono Californiano, e la California è lo Stato dove è nata la Silicon Valley. Ebbene non è un caso che la Silicon Valley sia sorta proprio lì.

Infatti, lo Stato della California, l’America tutta in realtà, ha un sistema che promuove le sinergie tra ricerca e mercato, che stimola l’imprenditorialità dei ricercatori, che incentiva la nascita di nuove aziende e soprattutto che permette a chi ha idee creative di poterle commercializzare, sapendo di poter contare su una adeguata protezione delle proprie idee ed essere così ricompensato del proprio lavoro.

Proprio grazie alla sua grande creatività, anche l’Italia potrebbe veder sorgere la propria Silicon Valley - parlo di film, musica, attività letterarie e spirito di innovazione; parlo di scoperte e design, parlo anche di tecnologia ed informatica.

L’innovazione e la creatività sono il perfetto esempio di come cultura ed imprenditorialità non siano in contrapposizione.
Infatti, l’innovazione e la cultura generano nuove e molteplici opportunità di lavoro.

Per esempio, è essenziale proteggere i film dalla pirateria perché tutti coloro che operano nel cinema vanno ricompensati, e mi riferisco non solo alle “star”, ma a tutti gli operatori che svolgono un ruolo nell’ambito di questo splendido mondo a tutti i livelli.

La cinematografia è una complessa forma d’arte non realizzabile senza autori, editori, compositori, attori e registi, ma anche inattuabile senza l’operato degli elettricisti e dei tecnici; e che altresì necessita di attività correlate quali la distribuzione e la promozione, senza dimenticare il lavoro di chi rappresenta l’industria.

La pirateria, così come la contraffazione, è in grado di distruggere la creatività e danneggiare il sistema economico. Proteggere il copyright dei film significa proteggere il lavoro e la professionalità di migliaia di persone. Ho usato l’esempio dei film, ma ciò è vero per la musica, per l’editoria, per i software, per i marchi e per i brevetti.
L’innovazione apre le porte a nuove opportunità imprenditoriali offrendo più scelta, più soddisfazione, più remunerazione. L’apertura ad una cultura dell’innovazione permetterà all’Italia di rimanere tra i grandi del mondo.

E’ fondamentale creare le necessarie condizioni affinché tutto ciò sia possibile, adottando misure e provvedimenti orientati al concreto rafforzamento della lotta contro la pirateria e la contraffazione, sia mediante le attività di prevenzione che tramite una severa applicazione delle sanzioni penali.

La presenza a questo seminario dei rappresentanti della magistratura è importante. Vi chiedo di avere la considerazione appropriata per questo grave reato, e di non sottovalutarne l’impatto economico. Voglio anche rivolgere la vostra attenzione verso la nuova frontiera della pirateria: internet.

Internet è una risorsa eccezionale per tutti noi, nonché una fonte inesauribile di informazioni ed opportunità. Tuttavia potrebbe tramutarsi in un efficace strumento per i pirati, ai quali invece dobbiamo impedire di soffocare la nostra creatività.

La pirateria su internet impedisce lo sviluppo del mercato legale on-line per film, musica, software ed altro.

Prendere provvedimenti per combattere la pirateria su internet non solo servirà a proteggere il copyright ed a combattere la criminalità organizzata, ma servirà da stimolo all’industria per ampliare le possibilità per il consumatore di scaricare i contenuti in maniera legale.

Le autorità devono vigilare, e punire l’uso illecito di internet. Naturalmente, non sto pensando al teenager che scarica qualche film o qualche canzone, ma sto pensando ai grandi “uploaders” che immettono illegalmente in rete gigantesche quantità di materiale a danno di tutti.

Un ultimo punto su internet. Nell’affrontare la pirateria on-line vi sono evidenti considerazioni che riguardano la privacy. Il governo degli Stati Uniti considera la privacy individuale come un aspetto importante della libertà personale.

Tuttavia vorrei incoraggiare le autorità italiane a trovare il giusto equilibrio tra le garanzie per gli utenti internet e l’importanza di proteggere il lavoro dei creativi e degli artisti. Credo sia importante sottolineare che il furto della proprietà intellettuale non è un crimine senza vittime.

La pirateria e la contraffazione sono un furto a tutti gli effetti. Si tratta infatti di crimini estremamente seri, che danneggiano l’economia, mettono a rischio numerosi posti di lavoro, frenano la creatività ed in alcuni casi mettono a rischio la nostra sicurezza.

L’intangibilità della proprietà intellettuale forse inganna. Nessuno si scandalizza se un ladro d’auto viene arrestato e condannato…ha rubato una proprietà altrui ed ha creato un danno economico E’ la stessa cosa per quanto riguarda la proprietá intellettuale.

E forse, a differenza di altri reati, è ancora più devastante in quanto l’impatto della singola violazione si ripercuote su tutta la società, ed ogni singola violazione della proprietà intellettuale è un freno al nostro futuro.

Per di più, in un momento in cui si parla tanto di lotta all’evasione fiscale, è giusto sottolineare che i pirati ed i contraffattori “non pagano una lira” – come si usava dire – di tasse.

Inoltre, credo che non vi sia più dubbio sul fatto che la pirateria e la contraffazione siano strumenti ormai nelle mani della criminalità organizzata.
E ciò rafforza ancora di più la gravità di tali reati.

Tornando alla legge 301 sulla proprietà intellettuale, quali sono le cose che l’Italia dovrebbe fare per uscire da questa lista, principalmente, ripeto, nel proprio interesse, ancor più che nel nostro.

Premetto che non voglio assolutamente sostenere che non sia stato fatto nulla. Gli Stati Uniti collaborano con l’Italia da più di un decennio e certamente sono stati compiuti molti progressi; tuttavia il problema presenta ancora dimensioni tali da rendere necessaria un’azione di gran lunga più risolutiva per sanare una situazione che oserei definire drammatica.

Per prima cosa vorrei sottolineare che l’Italia dispone di ottime leggi antipirateria. Bene, allora le applichi efficacemente, in particolare nei casi più gravi. E’ fondamentale che la magistratura applichi le sanzioni penali esistenti in maniera efficace come le applica per tutti gli altri reati gravi, in quanto, e non mi stanco di ripeterlo, la pirateria non è un reato senza vittime.

In secondo luogo, è necessario stabilire e mettere in atto un piano coordinato a livello nazionale che coinvolga le istituzioni, le forze dell’ordine e le autorità locali. Credo poi che sia importante coinvolgere le aziende – cioè le dirette interessate - per ottenere il loro aiuto.

Infine, sarebbe quanto mai opportuno produrre delle statistiche ufficiali sul fenomeno, sulle attività di controllo e sulle sanzioni giudiziarie.

Naturalmente, però, il vero fattore che permetterà all’Italia di uscire dalla watch list della legge 301 sarà unicamente la sostanziale riduzione dell’impatto della pirateria sulle nostre aziende.

Detto tutto ciò, è anche giusto sottolineare che vedo numerosi segnali positivi.

Sia le forze dell’ordine che la magistratura stanno prendendo coscienza del fenomeno, ed anche i sindacati si stanno rendendo conto che tollerare l’illegalità è dannoso per il mondo del lavoro. Le aziende sono sempre più coscienti della necessità di essere più attive in questo campo.

Inoltre, il governo italiano è al momento attivamente impegnato nella difesa della proprietà intellettuale anche in sede internazionale.

Desidero sottolineare che guardiamo con interesse al programma lanciato dall’ANCI, l’associazione dei sindaci, per combattere la pirateria e la contraffazione.
Città come Firenze stanno dedicando particolare attenzione a tale problema, e le campagne mirate a sensibilizzare i cittadini ed i turisti circa l’illegalità della vendita abusiva di prodotti contraffatti hanno avuto un ottimo impatto.

Sono iniziative degne di nota in quanto danno nuovo impulso alla lotta contro la contraffazione e la pirateria, e spero vivamente che le associazioni imprenditoriali e le camere di commercio si uniscano ai comuni a sostegno di queste iniziative.

Anche a livello politico vi è più attenzione. Lo scorso maggio il Ministro Bersani ed io abbiamo condotto un dibattito pubblico sulla pirateria e sull’importanza di favorire l’innovazione.

Oggi non posso che ringraziare il Vice Presidente D’Alema per aver ospitato insieme al Ministro Mastella questo importante incontro, che vuole essere indubbiamente un segnale di maggiore sensibilizzazione e costruttivo impegno nei confronti del problema. Mi auguro che non rimanga un evento senza seguito.

Il mio governo, l’Ambasciata, ed io personalmente siamo disponibili a cooperare con le autorità italiane affinché la proprietà intellettuale venga adeguatamente protetta in Italia, sia per tutelare l’interesse delle aziende americane, sia per favorire un nuovo ciclo di sviluppo del vostro paese, cosa che, anche qui lo dico francamente, è nell’interesse degli Stati Uniti.

Infatti, essendo uno dei nostri migliori alleati, un’Italia economicamente forte, e perciò politicamente influente a livello internazionale, è nel nostro interesse.

Concludo qui. Vi ringrazio sinceramente per avermi permesso di partecipare a questo importantissimo evento, ed esorto tutti ad adoperarvi affinché la pirateria e la contraffazione non continuino ad essere un ostacolo per la crescita culturale ed economica dei nostri paesi.

Grazie.

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