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Discorso dell'Ambasciatore Ronald Spogli in visita alla Associazione degli Industriali della Provincia di Ancona, 8 marzo 2007

Desidero innanzitutto ringranziare il Presidente Fiorini per la cortese disponibilità ed ospitalità per questo incontro. È per me un vero piacere essere, questa sera, ospite di un gruppo così numeroso di imprenditori e di rappresentanti delle imprese e della finanza, in occasione della mia prima visita ufficiale nella vostra bella città, che è sede di attività industriali spesso all’avanguardia nei loro settori.

Dati i miei precedenti di “businessman”, lasciate che vi parli, non solo in qualità di Ambasciatore degli Stati Uniti, ma anche come “collega imprenditore”, al quale preme soprattutto dare, per quanto possibile, un aiuto ed un impulso al dinamismo economico nel vostro paese.

Vorrei sottolineare, intanto, l’importanza del ruolo dell’Italia, per il quale gli Stati Uniti sono particolarmente grati al Vostro paese. L’Italia è il nostro miglior alleato nel continente, infatti è presente con gli Stati Uniti e la Nato in diversi paesi, con missioni umanitarie e di sostegno economico. Tuttavia, pur essendo l’Italia e gli Stati Uniti buoni amici, le nostre relazioni a livello economico non sono sviluppate al massimo del loro potenziale. Tra gli obbiettivi che mi sono posto, quale Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, ma anche, come dicevo, da uomo d’affari, vi è quello di migliorare per quanto possibile questo aspetto dei nostri rapporti e di rendere le nostre relazioni economiche forti come quelle politiche.

È mia intenzione cercare di mettere a frutto la mia esperienza maturata soprattutto nel campo della finanza, dando un contributo al rafforzamento della cultura imprenditoriale. Per realizzare ciò, chiedo la vostra partecipazione ed il vostro coinvolgimento in questa mia iniziativa volta al rilancio dell’economia italiana che ho voluto chiamare “Partnership for Growth”

Senza voler dare l’impressione di impartire lezioni di cui il mondo imprenditoriale italiano non ha bisogno, permettetemi di sottolineare alcuni aspetti del sistema produttivo che a mio parere andrebbero migliorati. Questo discorso, che vado ripetendo ogni qual volta ho il piacere di incontrarmi con esponenti del mondo economico, finanziario e politico, vale ovviamente anche per le Marche e per i suoi operatori economici.

Innanzi tutto, per favorire lo sviluppo della ricerca e per utilizzare al massimo i “cervelli” disponibili, considero necessaria una maggiore cooperazione tra le università e il mondo delle imprese. Negli Stati Uniti le università sono una fonte costante di idee e di innovazione. A parte l’Italia, uno dei miei altri grandi amori è la Stanford University. Come in altre università, da noi a Stanford, sono nate imprese diventate in seguito leader nel campo dell’alta tecnologia. A Stanford i ricercatori e gli studenti sono stati in grado di creare finora più di 2.400 aziende. La cooperazione tra l’università di Stanford e il settore privato ha generato fenomeni come Google, Sun Microsystems, Cisco Systems e Hewlett Packard che sono successivamente diventate società multinazionali in grado di di creare opportunità di lavoro qualificato.

Anche in Italia non mancano certo esempi di eccellente collaborazione tra le università e il privato. Alcune hanno una maggiore esperienza perchè hanno da diverso tempo creato al loro interno un ufficio per il Trasferimento Tecnologico, come nel caso dei Politecnici di Milano e Torino e l’Area Science Park di Trieste, ma anche qui ad Ancona si cominciano a vedere i frutti dell’ufficio per il Trasferimento Tecnologico creato nel 2004 dall’Università Politecnica delle Marche. Proprio domani parteciperò ad una conferenza su questo tema. Parlando in generale dell’Italia, tuttavia, penso che occorrerebbe fare di più investendo maggiori risorse in questa direzione.

Certamente le Marche hanno un’importante peculiarità nei quattro centri tecnologici, quelli che da noi si chiamano Industrial Clusters: MECCANO, COSMOB, SCAM and ASTERIA, che, con i loro centri di ricerca specializzati in un settore specifico e localizzati vicino alle imprese, ne sostengono l’innovazione, ma anche la certificazione di qualità, un fattore oggi essenziale per esportare il made in Italy.

Un altro aspetto molto importante è rappresentato dalla tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale. Infatti, un sistema giuridico adeguato ed efficace, che garantisca il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, può contribuire ad attrarre investimenti esteri in Italia.

Anche gli strumenti finanziari a disposizione delle imprese sono un altro aspetto determinante per la crescita economica. In Italia manca un’offerta articolata di fonti di finanziamento per le nuove imprese, le quali infatti crescono ad un ritmo inferiore di quello di paesi con economie meno avanzate. I business angels, il venture capital, il distress capital e soprattutto il private equity sono ancora poco sviluppati, in particolar modo nelle fasi iniziali di investimento, che sono le più delicate e che spesso determinano il futuro dell’impresa.

A questo proposito, vorrei sottolineare l’importanza del private equity, che potrebbe costituire un’opportunità per il capitalismo familiare tipico dell’Italia e tipico, correggetemi se sbaglio, di regioni che, come la vostra, basano la loro economia sulla media, piccola e piccolissima impresa. Questa, in molti casi, deve affrontare il problema del cambio generazionale e di successione. Dal mio punto di vista, il private equity permette di acquisire una partecipazione in un’impresa sana e di lavorare sodo per favorire la crescita dimensionale e patrimoniale della stessa. Ritengo che in futuro il private equity sia destinato a diventare un fattore sempre più determinante per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Infine, desidero aggiungere che mi è capitato più volte di sentire giovani lamentarsi di non avere modelli di riferimento. Essi non vogliono assumersi rischi, perché pensano che il successo dipenderebbe da fattori fuori dal loro controllo. Sembrano privi di ottimismo. Per dare loro una risposta, ci siamo accordati con un gruppo di imprenditori di prima generazione, con i quali il prossimo mercoledi’ 14 marzo alle ore 17.00 terremo una conversazione video in diretta della durata di un’ora, durante la quale un giovane imprenditore ne inervisterà un altro, chiedendogli in che modo è riuscito ad avere successo. Ma in realtà le domande verranno da centinaia di giovani che saranno in linea attraverso i loro PC a scuola, a casa o altrove. Chiunque di voi voglia partecipare al programma per trasmettere ottimismo e fiducia ai giovani sara’ il benvenuto. Per ulteriori informazioni vi invito a visitare il nostro sito web: www.italy.usembassy.gov/p4g.

Lasciatemi concludere dicendo che sono ottimista per il futuro dell’Italia e della sua economia. Profondamente convinto di questo, in qualità di Ambasciatore degli Stati Uniti ho lanciato l’iniziativa “Partnership for Growth”, che si propone di:

  • cooperare con partner italiani al fine di offrire un contributo per la diffusione della cultura d’impresa, con particolare riferimento all’innovazione, alla ricerca e alla creazione di nuovi posti di lavoro;
  • diffondere i casi di “best practices” ed esperienze di successo che riguardano il rapporto università- settore privato;
  • sottolineare l’importanza della tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale;
  • contribuire allo sviluppo del mercato di capitali di rischio.
  • attraverso il programma BEST-Fullbright, identificare modalità e programmi, nonché partners, per inviare negli Stati Uniti gruppi di giovani italiani laureati in materie scientifiche ed in economia, ovvero giovani manager per studiare l’imprenditorialità e trascorrere un periodo abbastanza lungo in imprese americane ad alta crescita.

In tutti questi ambiti, i commenti ed i suggerimenti che possono provenire da imprenditori di successo come Voi sono indispensabili per poter portare avanti l’iniziativa “Partnership for Growth” e possono contribuire a rendere lo scambio ancora più fruttuoso. Tutto ciò ricade nell’ottica di fornire un contributo, per quanto possibile, al successo economico dell’Italia e al rafforzamento dei legami commerciali e finanziari tra Italia e Stati Uniti.

Spero che queste mie parole abbiano suscitato il vostro interesse e provocato delle riflessioni. Sarei lieto di rispondere ad eventuali domande.

Grazie.

 

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