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   Human Rights
    
Sudanese refugees travel by donkey past a makeshift school in a refugee camp in Chad near the Sudan border.

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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Bush invoca l’intervento delle forze delle Nazioni Unite in Sudan per fermare il genocidio, 15 settembre 2006

(Afferma anche che all’Iran non dovrebbe esser permesso di “prendere tempo” con la comunità internazionale)

Di Stephen Kaufman
Corrispondente del Washington File dalla Casa Bianca

Washington – Il presidente Bush ha chiesto alle Nazioni Unite di intraprendere una “forte azione” in Sudan e di schierare una forza di pace per portare sicurezza nelle difficili regioni del Darfur.

Il fatto che le Nazioni Unite non siano intervenute contro il genocidio in Darfur è stata una fonte di frustrazione per lui e per altri americani, ha dichiarato il presidente durante una conferenza stampa tenutasi il 15 settembre alla Casa Bianca.

Bush ha detto che ci sono “altre alternative” alla continua attesa che il governo sudanese inviti le forze di pace nel paese, quali “l’approvazione di una risoluzione che affermi che noi entriamo nel paese con una forza delle N.U. per salvare vite umane”.

“Mi sento frustrato dall’atteggiamento delle Nazioni Unite nei confronti del Darfur”, ha dichiarato Bush. “Io ho detto, e questo governo ha detto, che in Sudan sta avendo luogo un genocidio, e saperlo spezza il cuore a tutti noi”.

Il presidente ha affermato che il modo migliore per risolvere la crisi è quello di avere nel paese sia un percorso che porti alla stabilità politica che uno che porti alla sicurezza, ed ha aggiunto di aver proposto che la NATO fornisca supporto a aiuto logistico alle forze dell’ONU.

Tuttavia, ha affermato, le Nazioni Unite “non sono intervenute” e ha aggiunto, “posso capire perché coloro che sono preoccupati per il Darfur si sentano frustrati. Io mi ci sento”.

Bush ha dichiarato di essere orgoglioso degli sforzi umanitari compiuti dagli Stati Uniti in Sudan. “Abbiamo fornito di gran lunga la maggior parte di cibo e di aiuti”, ma ha aggiunto di essere preoccupato da rapporti che indicano un’escalation della violenza. “Capisco la disperazione che prova la gente per le donne strappate dai centri per rifugiati e stuprate. Ed ora è giunto il momento che le Nazioni Unite intervengano”, ha detto.

Per ulteriori informazioni , vedi L’emergenza umanitaria in Darfur.

61º ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE

In previsione dell’apertura della 61º Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Bush ha dichiarato che si sarebbe rivolto ai leader internazionali lì riuniti per parlare “del nostro obbligo a difesa della civiltà e della libertà e a sostegno delle forze della libertà e della moderazione in tutto il Medio Oriente”.

Il presidente ha anche detto che le Nazioni Unite necessitano di migliori strutture gestionali e che rispondano del proprio operato, e che spera che l’organizzazione “appoggi la mia richiesta di porre fine alla tirannia nel 21º secolo”.

“Darò un forte messaggio, un messaggio che è… basato sulla speranza e sulla mia convinzione che il mondo civilizzato debba stare dalla parte dei moderati con idee riformiste, e che debba aiutarli a realizzare i loro sogni. Io credo che sia questo ciò che siamo chiamati a fare nel 21º secolo”, ha affermato.

Passando all’Iran, Bush ha detto che continua ad esserci un consenso “comune” contro lo sviluppo di armi nucleari da parte del paese, e che egli avrebbe messo in guardia gli stati membri dell’ONU affinché non consentano al governo iraniano di mandare in stallo i colloqui con la comunità internazionale su questa questione.

“Dobbiamo mettere in moto il processo, e loro debbono comprendere che noi siamo fermi nel nostro impegno. E se loro cercano di tirarla per le lunghe o, insomma, di farci soprassedere… noi non lo faremo”, ha detto. “Siamo fermamente impegnati nel desiderio di inviare un segnale comune al regime iraniano”.

Il presidente ha anche risposto a domande sul suo progetto di chiarire gli obblighi degli Stati Uniti in base all’Articolo 3 della Convenzione di Ginevra. Ha detto che qualsiasi legge approvata dal Congresso deve garantire che i funzionari dei servizi segreti e chiunque altro conduca il programma di interrogatori della CIA “non abbiano dubbi che quello che stanno facendo è legale”.

“Noi stiamo cercando di fissare degli standard elevati, non degli standard ambigui”, ha affermato Bush.

Una trascrizione della conferenza stampa del presidente è disponibile sul sito web della Casa Bianca.

Per ulteriori informazioni, vedi Gli Stati Uniti e le Nazioni Unite.

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