TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Gli Stati Uniti continuano a perseguire la pace in Darfur, ha dichiarato il funzionario del Dipartimento di Stato Bolton, 27 luglio 2006
(L’Ambasciatore presso le Nazioni Unite ha affermato che prosegue il lavoro sul mandato degli operatori di pace)
A cura di Charles W. Corey
Corrispondente del Washington File
Washington – Gli Stati Uniti continuano ad “esercitare pressioni” per prestare soccorso alla popolazione della regione del Darfur, nel Sudan occidentale dove, dal 2003, almeno 200.000 persone sono decedute e più di due milioni sono state costrette a sfollare, ha dichiarato il 27 luglio l’Ambasciatore presso le Nazioni Unite John Bolton.
Nel corso di una deposizione davanti alla Commissione Relazioni Estere del Senato, Bolton ha messo in guardia sul fatto che, sebbene gli Stati Uniti “intravedano una via d’uscita riguardo al Darfur, persistono ancora sfide significative”.
Bolton si è recato presso il Colle del Campidoglio a Washington, per discutere della sua nomina di ambasciatore americano presso le Nazioni Unite, mandato che dovrebbe scadere nel gennaio 2007, qualora il Senato non dovesse confermarlo prima di quella data. Il Presidente Bush ha conferito direttamente a Bolton quell’incarico nell’Agosto 2005, durante un cosiddetto “congressional recess”, ossia un mancato atto decisionale del Congresso .
Gli Stati Uniti stanno lavorando all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha dichiarato Bolton ai legislatori, per adottare una risoluzione efficace che agisca nell’ambito del VII Capitolo dello Statuto delle Nazioni Unite, e che permetta alla forza ONU di avere la facoltà e di disporre del mandato necessario per difendere se stessa e la popolazione civile in Darfur.
La Russia e la Cina continuano ad esprimere il loro dissenso nei confronti del mandato previsto dal VII capitolo, ha detto Bolton, aggiungendo che a maggio il Consiglio di Sicurezza ha approvato all’unanimità la Risoluzione 1679, pensata per agevolare la programmazione di uno spiegamento futuro delle operazioni di pace dell’ONU in quella regione. (Vedi articolo correlato ).
“Noi crediamo che questo costituisca un precedente importante per le future risoluzioni sul Darfur”, ha detto Bolton ai legislatori.
Egli ha inoltre affermato: “E’ in ballo anche la questione se il governo sudanese approvi la presenza di una forza di pace delle Nazioni Unite in Darfur”, aggiungendo che “ per raggiungere questo scopo, sono in corso importanti trattative, sia a livello bilaterale, che a livello multilaterale.
“Contemporaneamente a tutto ciò, noi continuiamo a fare la nostra parte a favore dell’adozione di una risoluzione che determini la quantità di truppe necessarie, ed identifichi quali siano le nazioni incaricate dell’invio di contingenti, in modo da essere assolutamente pronti a partire e completare la missione”, ha detto.
Bolton ha aggiunto che la Missione di Valutazione Tecnica americana è rientrata dal Sudan, e sta completando il suo rapporto al Consiglio di Sicurezza.
Le indicazioni preliminari, ha detto Bolton, dimostrano che il Dipartimento ONU per le operazioni di pace ha intenzione di raccomandare che la forza di pace in Darfur sia composta da circa 15.000 – 17000 unità, le quali dovranno essere operative intorno al 1° gennaio 2007.
“Preferiremmo che l’invio di una forza credibile avvenisse prima di quella data”, ha detto, esprimendo una forte preoccupazione sul lasso di tempo che intercorre da qui al 1° gennaio .
“Pertanto, mentre continuiamo a fare tutto il possibile per accelerare lo spiegamento di nuove forze, ci stiamo adoperando con i nostri alleati e le Nazioni Unite per provvedere al sostegno della forza militare dell’Unione Africana, attualmente presente sul territorio del Darfur, conosciuta come AMIS, Missione dell’Unione Africana in Sudan”.
“L’AMIS”, ha detto, “ha fatto tutto il possibile per mantenere l’ordine, pattugliando un’area che ha le stesse dimensioni del Texas, impiegando circa 7.000 unità, ma ha raggiunto il limite delle sue capacità. Quindi, fino a che non disporremo di una forza ONU sul territorio, continueremo a lavorare con i nostri alleati NATO per sostenere l’AMIS attraverso un’assistenza immediata, che consiste in un’attività di pianificazione, logistica, servizi di intelligence ed altre forme di aiuto”:
Bolton ha poi citato le parole del Presidente Bush: “Gli Stati Uniti non distoglieranno il loro sguardo da questa tragedia. Noi la consideriamo per quello che è effettivamente, cioè un genocidio, e ci schieriamo al fianco degli innocenti fino a che in Darfur non venga garantita la pace”.
“A New York stiamo lavorando senza sosta per portare a compimento questo progetto”, ha detto Bolton ai legislatori americani.
Per maggiori informazioni, si prega di consultare la sezione Darfur Humanitarian Emergency.