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   Avian Influenza
    
Healthy chickens, used for avian influenza tests.

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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Il mondo fa progressi contro il rischio pandemia, dichiara Dobriansky del Dipartimento di Stato, 7 giugno 2006

(Gli Stati Uniti e i suoi partner si riuniscono a Vienna, in Austria, per combattere la pandemia di influenza aviaria)

di Charlene Porter
Redattrice del Washington File

Washington – La comunità internazionale ha compiuto “grandi progressi” nelle iniziative comuni per combattere la pandemia di influenza aviaria e prepararsi per una possibile insorgenza di pandemia influenzale degli esseri umani, ha affermato il 7 giugno il Segretario di Stato per la Democrazia e gli Affari Globali Paula Dobriansky.

Il 6 e 7 giugno la Dobriansky ha incontrato a Vienna, in Austria, alti funzionari delle altre nazioni coinvolte nella partnership internazionale per l’influenza aviaria e pandemica.

Il Presidente Bush ha lanciato l’iniziativa multilaterale nel settembre 2005, e i rappresentanti delle nazioni partecipanti si sono riuniti a Washington per la prima volta nell’ottobre scorso. (Vedi articolo correlato .)

“Il mondo ha compiuto grandi progressi, potenziando preparazione e comunicazioni, sorveglianza e possibilità di individuazione, risposta e contenimento,” ha dichiarato la Dobriansky alla riunione, ospitata dal ministro degli Esteri austriaco per conto dell’Unione Europea.

La Dobriansky ha inoltre annunciato che gli Stati Uniti contribuiranno con altri 28 milioni di dollari a questo progetto internazionale che vede le nazioni donatrici impegnate nel tentativo di assistere quelle più gravemente colpite dall’influenza aviaria. Le nazioni meno sviluppate sono infatti considerate le sedi in cui è più probabile che il virus H5N1 compia quel passaggio da una specie all'altra che potrebbe consentirgli di tramutarsi in pandemia umana.

Con quest’ultimo stanziamento, il contributo totale degli USA all’iniziativa sale a più di 360 milioni di dollari.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha confermato che il totale dei decessi tra gli esseri umani infettatati dal virus H5N1 è di 128, su 225 casi identificati.

Non si ritiene che il virus abbia la capacità di contagiare direttamente gli esseri umani, o trasmettersi facilmente tra di loro. La possibilità che il virus abbia a sviluppare tali capacità è all'origine degli avvertimenti degli esperti sanitari in merito all'eventualità che si verifichi una pandemia.

L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite ritiene che gli uccelli morti a causa dell’infezione dell’H5N1, o eliminati a causa della pandemia animale iniziata alla fine del 2003, siano più di 200 milioni.

ALTRI TIPI DI ASSISTENZA

La Dobriansky ha affermato che, dai mesi in cui ha iniziato a formarsi la partnership, gli Stati Uniti hanno intrapreso una varietà di passi per assistere le altre nazioni a contenere o a combattere l'epidemia.

• Gli Stati Uniti hanno appoggiato le iniziative per la pianificazione e le comunicazioni in 46 nazioni.

• Gli Stati Uniti stanno aiutando più di 25 paesi a potenziare i loro laboratori, le possibilità diagnostiche e i sistemi per sorvegliare il decorso dell'epidemia. (Vedi articolo correlato .)

• Gli Stati Uniti hanno fornito scorte e attrezzature a 34 nazioni allo scopo di accrescere la loro capacità di rispondere rapidamente quando la malattia si manifesta per la prima volta entro i loro confini.

• Gli Stati Uniti hanno inviato in Asia scorte di medicinali anti-virali, come forma di preparazione all’insorgenza di una pandemia umana, e stanno spendendo più di 60 milioni di dollari per potenziare le scorte internazionali di prodotti farmaceutici concepiti a tale scopo. (Vedi articolo correlato .)

• Gli Stati Uniti hanno erogato 36 milioni di dollari per sostenere l’opera di organizzazioni internazionali come il WHO e l’Organizzazione per l’Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite, e 41 milioni di dollari per le attività internazionali di ricerca.

La Dobriansky ha detto che questo costributo sta producendo risultati positivi, che costituiscono un esempio per le altre nazioni. In Vietnam, ha affermato, il rapido intervento del governo per ridurre le possibilità che si verifichino casi tra gli animali e gli esseri umani ha contribuito al contenimento del virus. Lo scorso gennaio, quando in Turchia si sono verificati dei casi sia tra gli animali che tra gli esseri umani, la cooperazione estesa a tutta la regione ha contribuito a minimizzare l’impatto della malattia.

IL FUTURO

Pur ricordando i successi fin qui riportati, la Dobriansky si è mostrata cauta quanto a ipotizzare successi futuri.

Le segnalazioni in merito alla comparsa della malattia tra gli animali sono state veloci, quando l'H5N1 si è diffuso in 51 nazioni, però il funzionario del Dipartimento di Stato ha sostenuto che le cose potrebbero non andare nello stesso modo se ci fosse un'epidemia umana.

“I leader devono continuare a sollecitare i loro colleghi in patria e all’estero perché siano pronti a trasmettere le informazioni cruciali per gli interventi di risposta globale,” ha affermato. “Fornire ai partner internazionali informazioni esatte può servire a limitare in modo significativo l'impatto di un'epidemia, tanto sul piano umanitario che su quello economico.”

NELLE ZONE CALDE

L’importanza dei colloqui di Vienna è evidenziata dai resoconti di un altro decesso umano in Indonesia, confermato dal WHO il 6 giugno. A fine maggio nella provincia di Java Occidentale è morto, vittima del morbo, un ragazzo di 15 anni, sei giorni dopo la comparsa dei primi sintomi.

Il ragazzo è stato esposto al virus a causa della presenza nella casa familiare di galline malate e moribonde. Il caso dimostra l’importanza degli sforzi compiuti per accrescere la consapevolezza delle popolazioni in merito al rischio e ai pericoli della malattia, secondo il rapporto del WHO sul caso.

In un'ulteriore valutazione del 6 giugno sull’intervento compiuto in Indonesia, il WHO descrive la rapidità con cui le autorità sanitarie sono intervenute per proteggere da un possibile contagio dell'H5N1 quattro infermiere che avevano sviluppato malattie simili all’influenza dopo aver prestato cure a dei pazienti portatori del letale virus. Due delle quattro infermiere avevano partecipato al trattamento di componenti della famiglia fatalmente infettati dall’H5N1, in quello che a tutt'oggi è il più grande caso di contagio di un intero gruppo familiare.

“La velocità e la determinazione con cui è stata individuato lo stato influenzale in queste infermiere sono indicative dell'innalzamento del livello della preoccupazione tra le autorità sanitarie indonesiane,” riferiva l’aggiornamento del WHO sulla situazione.

“Gli esiti negativi dei test condotti su tutte e quattro le infermiere,” aggiungeva l’aggiornamento, “forniscono prove rassicuranti che attualmente il virus non si sta diffondendo in modo efficace o sostenibile tra gli esseri umani.”

Dallo scorso gennaio, l’Indonesia ha individuato 32 casi di infezione da virus H5N1 tra gli esseri umani, che hanno avuto come esito la morte di 26 persone. Dopo il Vietnam, è l’Indonesia la nazione che ha subito il più alto numero di casi di H5N1 tra gli esseri umani.

Per una copertura continuata sull'epidemia e le iniziative per combatterla, vedi Bird Flu.

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