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Supporting Human Rights and Democracy: The U.S. Record 2005-2006.
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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Il vice sottosegretario Volker difende le elezioni internazionali ed il monitoraggio sui diritti umani, 18 maggio 2006
(Gli Stati Uniti non sono assolutamente d’accordo sulle critiche che la Russia ha rivolto all’OSCE)
A cura di Jeffrey Thomas
Corrispondente del Washington File
Washington – Nel corso di un’audizione al Congresso americano del 18 maggio, l’attenzione si è focalizzata sulla controversia riguardante i programmi di democrazia e di diritti umani della più grande associazione europea per i diritti dell’uomo, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).
Un funzionario superiore del Dipartimento di Stato, che ha testimoniato dinanzi al Congresso, ha respinto le recenti critiche rivolte ai programmi OSCE dalla Russia e dalle altre ex-repubbliche sovietiche. I programmi in questione vengono realizzati dall’Ufficio dell’OSCE per le Istituzioni Democratiche ed i Diritti Umani (ODIHR), che sta celebrando il suo 15esimo anniversario, ed è forse più noto per la sua attività di monitoraggio elettorale.
Kurt Volker, V ice Sottosegretario di Stato per gli Affari Europei ed Eurasiatici, ha iniziato la sua dichiarazione elogiando il ruolo che l’ODIHR ha svolto nel promuovere la tolleranza, nel combattere il traffico degli esseri umani e nel fornire assistenza elettorale nei territori palestinesi ed in Afghanistan.
“L’impegno dell’ODIHR nel promuovere la democrazia, costituisce una delle grandi storie di successo della cooperazione internazionale dopo la Guerra Fredda”, ha affermato Volker.
La Russia e le ex-repubbliche sovietiche hanno accusato l’ODIHR di comportamento parziale, per aver posto un’attenzione eccessiva sulle ex-repubbliche sovietiche, aver politicizzato le valutazioni elettorali, ed aver interferito nelle questioni nazionali, ha aggiunto.
“Gli Stati Uniti non sono assolutamente d’accordo su queste critiche”, ha detto Volker.
“Tutti gli stati dell’OSCE hanno sottoscritto gli stessi obblighi, vale a dire rispettare i diritti umani, e indire elezioni libere ed eque”, ha affermato. Le missioni di osservazione elettorale dell’OSCE fondano le proprie valutazioni su criteri standard di riferimento, inseriti in un manuale disponibile al pubblico.
Per quanto riguarda il contenzioso sul fatto che l’OSCE concentri troppo la sua attenzione sugli ex-stati sovietici, Volker ha citato molti esempi del lavoro svolto dall’OSCE “ad ovest di Vienna”, incluso il monitoraggio delle elezioni americane nel novembre 2004, e quello relativo alle prossime elezioni di medio termine, che si terranno nel novembre 2006.
Egli ha respinto come “ingiustificata” l’accusa di ”interferenza” dell’ODIHR negli affari nazionali: “Gli stati partecipanti hanno convenuto a Mosca, nel 1991, che gli obblighi sulla dimensione umana costituiscono “questioni di preoccupazione diretta e legittima per tutti gli stati partecipanti, e non appartengono esclusivamente agli affari interni dello stato interessato”. Noi respingiamo questa accusa, definendola una critica inconsistente nei confronti dell’ODHIR per aver tenuto fede al mandato che tutti gli stati dell’OSCE gli hanno conferito 15 anni fa”.
Volker ha anche detto che gli Stati Uniti non saranno d’accordo “su nessuna iniziativa che possa ridurre l’autonomia dell’ODIHR, o diminuire il lavoro dell’OSCE in materia di democrazia e diritti umani”. Egli si è interrogato sui motivi che hanno spinto alcuni ad avanzare tali proposte: “Noi abbiamo paura che il vero problema non risieda nella metodologia, ma nella mancanza di volontà politica, da parte di alcuni stati, di rispettare gli obblighi vigenti dell’OSCE, e permettere di ascoltare la voce degli elettori”.
Inoltre, ha detto Volker, “noi crediamo che la Russia, come tutti i 55 stati dell’OSCE, possa trarre più vantaggi dall’avere vicini che siano democratici, prosperi, sicuri ed integrati insieme come parte di uno spazio politico ed economico europeo ed eurasiatico, democratico ed orientato al mercato. Ciò costituisce la difesa migliore contro il diffondersi dell’estremismo e del terrorismo. Cerchiamo di lavorare insieme alla Russia per costruire questo tipo di area euro-atlantica forte, ancorata fermamente sull’osservanza totale dei principi fondamentali dell’OSCE”.
Il vice presidente Cheney, durante una riunione al vertice che si è svolta il 4 maggio a Vilnius, in Lituania, si è rivolto ai capi di stato delle repubbliche baltiche e degli stati del Mar Nero, ed ha criticato gli oppositori delle riforme e dei valori democratici in Russia. “La Russia deve fare una scelta”, ha detto Cheney. “E non c’è alcun dubbio sul fatto che un ritorno alla riforma democratica in Russia, costituirà un ulteriore successo per il suo popolo, ed accrescerà il rispetto tra gli stati membri.
L’ambasciatore Christian Strohal, direttore dell’ODIHR, ha testimoniato anch’egli nel corso dell’audizione che si è tenuta presso la Commissione Helsinki degli Stati Uniti, un organismo di controllo bipartitico per i diritti umani. Strohal ha difeso il suo ufficio, affermando che “le critiche secondo le quali gli accertamenti dei nostri rapporti sul monitoraggio elettorale si sarebbero dimostrati inesatti, sono completamente infondate. Come Volker, anch’egli ha respinto tali accuse, definendole “un tentativo di distogliere il dibattito dalla questione degli obblighi inadempiuti”.
Strohal ha detto che è in atto una “reale crisi elettorale in questa regione dell’OSCE”, causata da tendenze anti-democratiche che limitano la competizione nelle elezioni, diminuendo la libertà di scelta degli elettori. “La gestione di elezioni democratiche può essere realizzata e mantenuta attraverso un impegno politico genuino”, ha dichiarato.
Nel corso dell’audizione, hanno testimoniato anche molti rappresentanti di organizzazioni non governative: Carl Gershman, presidente del Finanziamento Nazionale per la Democrazia (National Endowment for Democracy); Jeff Fisher, direttore senior del Centro per il Governo Transitorio Post-bellico della Fondazione IFES; Patrick Merloe, associato senior e direttore dei Programmi sui Processi Elettorali, Istituto Democratico Nazionale; e Lorne Craner, presidente dell’Istituto Internazionale Repubblicano.
La trascrizione non ufficiale dell’audizione e le dichiarazioni preparate dai testimoni possono essere visionate sul sito web della Commissione Helsinki.
Per ulteriori informazioni sulla politica degli Stati Uniti in materia di diritti umani, si prega di consultare la sezione Human Rights.