TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Gli Stati Uniti collaborano con le organizzazioni internazionali sui programmi per l’influenza aviaria, 11 maggio 2006
(Aiuteranno gli enti delle Nazioni Unite nella creazione di un centro di risposta internazionale, ha dichiarato un funzionario)
a cura di Kathryn McConnell
Corrispondente del Washington File
Washington – Un funzionario superiore del Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), ha affermato che gli Stati Uniti stanno collaborando con le maggiori organizzazioni internazionali, per aiutare i paesi affetti da influenza aviaria ad alta patogenicità, o virus dei polli, a controllare e sradicare la malattia.
Nel corso della sua dichiarazione dell’11 maggio, davanti alla Commissione Agricoltura del Senato, Ron DeHaven, amministratore del Servizio di Ispezione per la Salute degli Animali e delle Piante (APHIS), ha dichiarato che il Ministero dell’Agricoltura ha speso 20 milioni di dollari per attività di controllo e prevenzione dell’influenza aviaria.
Questo impegno include l’assistenza offerta all’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), per creare “un centro di comando per le operazioni di emergenza”, allo scopo di studiare la diffusione del virus H5N1 ad alta patogenicità nel pollame, sia all’interno di una nazione che tra i vari paesi, e coordinare le risposte.
Il Congresso degli Stati Uniti, nel dicembre 2005, ha approvato complessivamente l’importo di 91.35 milioni di dollari per il piano di preparazione e di risposta dell’USDA all’influenza pandemica. L’APHIS è un’agenzia dell’USDA.
Inoltre, l’USDA si sta coordinando con la FAO, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), e l’Organizzazione Mondiale per la Salute degli Animali (OIE), per migliorare il piano di preparazione e di risposta all’influenza pandemica a livello di ogni singola nazione, includendo un programma di addestramento interno e di sviluppo di capacità nei paesi colpiti, ed il monitoraggio delle rotte degli uccelli migratori in grado di trasmettere il virus.
Attraverso la collaborazione con l’Agenzia americana per lo Sviluppo Internazionale (USAID) ed il Ministero della Sanità e dei Servizi Umani (HHS), l’USDA sta procedendo all’assegnazione di esperti locali in sei paesi asiatici – Cambogia, Cina, Indonesia, Laos, Tailandia e Vietnam, per aiutare a costruire le strutture veterinarie necessarie a ridurre la diffusione del virus negli uccelli. Questo Ministero ha organizzato sessioni di formazione-formatori, da svolgere in questi paesi ed in Birmania, in conformità al piano di preparazione USDA.
Negli Stati Uniti, ha detto DeHaven, la forte attività di sorveglianza svolta dall’USDA si concentra sugli uccelli selvatici, sul commercio di pollame, sui mercati di uccelli vivi e sui pollai casalinghi.
L’attività di sorveglianza comprende il rilevamento immediato della patologia, seguito dalle indagini sulla morte o sulla malattia degli uccelli.
Gli uccelli selvatici, in particolare quelli acquatici, e gli uccelli di ripa, sono considerati dei veri e propri “serbatoi naturali”, o portatori di vari tipi di virus dell’influenza aviaria, ha detto.
“Questo è il giusto approccio da tenere, e ci ripagherà ampiamente nel caso in cui il virus H5N1 ad alta patogenicità, o qualsiasi altro virus influenzale, raggiunga gli Stati Uniti”, ha dichiarato DeHaven.
Entro l’estate, l’USDA provvederà al monitoraggio di tutte le quattro rotte migratorie di uccelli selvatici provenienti da altri paesi verso gli Stati Uniti, ha affermato De Haven.
L’USDA ha speso 9 milioni di dollari per diminuire il contrabbando ed intensificare gli sforzi per far rispettare la conformità commerciale, al fine di impedire l’ingresso illegale negli Stati Uniti di uccelli provenienti dai paesi colpiti dal virus, ha aggiunto DeHaven.
Il Ministero ha, inoltre, utilizzato 7 milioni di dollari per continuare la ricerca, e favorire la diffusione di strumenti efficaci quali vaccini, sequenza genomica, sorveglianza e biosicurezza ambientale; 10 milioni di dollari per aumentare la quantità disponibile di vaccino per animali e provvedere all’approvvigionamento di altri tipi di scorte per l’emergenza; e 18 milioni di dollari per intensificare la sorveglianza interna e la diagnostica.
Il Ministero spenderà, inoltre, 9 milioni di dollari per migliorare la pianificazione, le attrezzature e l’addestramento al piano di preparazione, e lo sviluppo di modelli di simulazione, ha detto.
DeHaven ha affermato che la strategia di preparazione USA include una campagna di comunicazione “per informare senza allarmare” i cittadini su come si trasmette l’influenza aviaria, e sull’importanza della preparazione di prodotti alimentari sicuri.
L’impegno USDA per il piano di preparazione rientra nel Piano Nazionale dell’amministrazione Bush per l’influenza pandemica, approvato all’inizio di maggio (Vedi articolo correlato ).
LA COMMISSIONE DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI DISCUTE LA LEZIONE APPRESA DALL’URAGANO KATRINA
Anche la Commissione della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per la Riforma del Governo, ha ascoltato le relazioni degli esperti sulla capacità della nazione di prepararsi e rispondere ad un’eventuale influenza pandemica.
L’ 11 maggio, nella sala delle udienze di Washigton, era ancora vivo il ricordo dell’uragano Katrina, e del disastro che ha provocato lungo la costa statunitense del Golfo del Messico nel 2005.
Le valutazioni fatte hanno riscontrato che gli enti governativi, a qualsiasi livello, non hanno coordinato in modo appropriato i loro sforzi per aiutare le centinaia di migliaia di persone coinvolte.
“La speranza di questa commissione consiste nel fatto che venga applicata la lezione imparata dall’uragano Katrina per sopperire alle mancanze del Piano di Emergenza Federale (National Response Plan), in modo che il paese sia maggiormente preparato ad intervenire in caso di calamità future”, ha dichiarato Tom Davis, Presidente della Commissione della Camera dei Rappresentanti e repubblicano della Virginia.
Il Piano di Emergenza Federale è una strategia elaborata dal Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, per fornire la struttura ed i meccanismi necessari a coordinare gli aiuti federali per l’emergenza con i responsabili statali e locali.
Può essere considerato come lo strumento per dare una risposta all’insorgere di un’eventuale influenza pandemica, un evento che, secondo le proiezioni, potrebbe scatenare la malattia nel 25%- 35% della popolazione americana.
Vista la possibilità dello scoppio di una pandemia, il Vice Segretario del Ministero della Sanità e dei Servizi Umani (HHS), John Agwunobi, ha dichiarato alla commissione che, ad oggi, nessuna nazione risulta essere completamente preparata ad una simile eventualità.
Tuttavia, si può dire che questo è stato un ottimo inizio per i funzionari federali, i quali, durante gli scorsi mesi, hanno convocato 49 incontri al vertice in tutta la nazione.
Essi stanno riunendo governi locali e statali, ed esponenti del settore privato, per richiamare la loro attenzione sul piano di preparazione e risposta ad un’eventuale pandemia.
“Ogni stato dispone di un piano d’azione”, ha dichiarato Agwunobi, anche se ognuno di essi viene costantemente migliorato e perfezionato.
Egli ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero sviluppare “un’etica nazionale permanente di allerta”, necessaria ad instillare il senso dell’urgenza per la preparazione all’emergenza in tutte le istituzioni, le persone e le famiglie.
I funzionari dell’HHS hanno detto che, elaborare e perfezionare strategie di preparazione all’emergenza, metterà la nazione in grado di rispondere più efficacemente alla diffusione annuale dell’influenza stagionale, durante la quale il settore sanitario è assediato dai problemi connessi alla disponibilità del vaccino, ed all’esaurimento delle scorte presso le case farmaceutiche.
I membri del Congresso hanno anche esortato gli enti governativi a migliorare il proprio stato di allerta, attraverso la realizzazione di politiche che permettano al personale di svolgere il telelavoro - eseguire, cioè, il proprio lavoro attraverso la connessione elettronica, piuttosto che recarsi in ufficio.
Essere in grado di sostenere le funzioni governative, durante il periodo in cui l’epidemia influenzale costringe le persone a restare a casa, è qualcosa di estremamente importante, ha dichiarato il legislatore.
Uno studio condotto dal Government Accountability Office (GAO), uno dei più importanti organismi governativi americani di controllo, dimostra che la maggior parte degli enti governativi non sono stati in grado di sviluppare adeguatamente i programmi di telelavoro, che dovrebbero essere applicati nel caso in cui scoppiasse un’emergenza.
“Nessuna delle 23 agenzie esaminate ha dimostrato di poter garantire un’adeguata capacità tecnologica, tale da permettere al personale incaricato di svolgere il telelavoro durante un’emergenza”, ha dichiarato David Walker, il Controllore Generale del GAO, nel corso di una dichiarazione pronunciata davanti alla commissione.
La dichiarazione di DeHaven può essere visionata sul sito web della commissione.
La bozza del piano d’emergenza dell’USDA (PDF, 72 pagine), può essere consultata sul sito web dell’APHIS.
Per maggiori informazioni sull’influenza aviaria e sugli sforzi effettuati per combatterla, si prega di cliccare sulla pagina web Bird Flu.