TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Le nazioni riconoscono l'urgenza causata dall'influenza aviaria e i rischi di pandemia, 7 ottobre 2005
(Il Dipartimento di Stato accoglie 80 nazioni per progettare interventi coordinati)
di Charlene Porter
Washington File Staff Writer
Washington - Il 7 ottobre i rappresentanti di alto livello di circa 80 nazioni e di otto organizzazioni internazionali si sono riuniti presso il Dipartimento di Stato USA per la prima sessione organizzativa dell'International Partnership on Avian and Pandemic Influenza.
"Di fatto il nostro scopo è di far passare in primo piano la questione nella lista delle priorità nazionali, in modo da coordinare gli sforzi dei donatori e dei paesi colpiti, così da disporre di risorse ovunque possibile," ha detto un funzionario di grado superiore del Dipartimento di Stato nel corso di un briefing alla stampa, "e, soprattutto, accrescere la trasparenza e la tempestività nella trasmissione delle informazioni sulla malattia"
Il Presidente Bush ha annunciato la formazione della partnership alla sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU a New York il 14 settembre. (Vedi articolo correlato.)
"Se non verrà affrontato, questo virus potrebbe scatenare la prima pandemia del ventunesimo secolo," ha detto Bush alle Nazioni Unite. "Non dobbiamo permettere che ciò accada."
Il 7 ottobre scorso il Presidente Bush e il ministro della Sanità e dei Servizi Umani Michael Leavitt hanno incontrato i leader dell'industria manifatturiera farmaceutica per discutere il loro ruolo nella prevenzione di una pandemia di influenza. (Vedi articolo correlato.)
Una varietà d’influenza aviaria nota come H5N1 ha fatto la sua comparsa in undici nazioni dal dicembre 2003, provocando, secondo le valutazioni, la morte di 150 milioni di uccelli.Sono 116 i casi finora confermati dalla World Health Organization (WHO) in cui il morbo ha infettato esseri umani, provocando 60 morti in quattro nazioni.
In Indonesia, una delle nazioni colpite, i funzionari della sanità sospettano che ci possano essere decine di altri pazienti che hanno contratto l'influenza aviaria, anche se i loro casi non sono ancora stati ancora confermati a livello internazionale dalle analisi di laboratorio da parte del WHO.
Salvo poche eccezioni, tutte queste persone hanno sviluppato la malattia esponendosi al contatto con uccelli ammalati. I funzionari della sanità internazionale temono che il virus dell'H5N1 stia per subire una mutazione che consentirebbe una facile trasmissione da una persona all'altra mediante contatti casuali.
Il tali condizioni si potrebbe scatenare una pandemia globale, visto che solo raramente questa particolare varietà di influenza ha contagiato direttamente gli esseri umani.
Prima del 1997, quando sono apparsi a Hong Kong i primi casi di persone contagiate dall'H5N1, i funzionari della sanità pensavano che gli esseri umani non potessero essere colpiti da questa varietà d’influenza aviaria.
Siccome gli esseri umani non sono mai stati esposti a questo virus, non possono contare sull'immunità, e questo fa sì che un gran numero di persone sia vulnerabile al rischio di contrarre la malattia e morire.
"La malattia, come sappiamo, non rispetta confini e si diffonde velocemente da una persona all'altra," ha detto il Sottosegretario di Stato per gli Affari Globali Paula Dobriansky, parlando ai rappresentanti della partnership il 6 ottobre.
"Se l'influenza aviaria dovesse mutare in modo da rendere più facile la trasmissione da una persona all'altra," ha aggiunto, "i risultati sarebbero catastrofici a livello locale, regionale e globale."
La previsione ufficiale del WHO è che una pandemia globale di influenza aviaria potrebbe provocare da 2 a 7,4 milioni di morti.
Altre decine di milioni di persone contrarrebbero la malattia; si tratta di numeri così rilevanti che i funzionari della sanità ipotizzano la chiusura di posti di lavoro e scuole, sospensioni dei viaggi e degli scambi commerciali, eventi che potrebbero gettare nel caos la vita sociale e l'economia.
"Siamo tutti ben consapevoli che in questo preciso momento ogni ora, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese ha la sua importanza, quando si tratta di fare tutto ciò che è possibile per prepararci," ha detto durante un briefing alla stampa un funzionario di massimo livello dell’agenzia statunitense Agency for International Development (USAID).
Il funzionario ha aggiunto che per il direttore dell'USAID, Andrew Natsios, l'influenza aviaria è divenuta la massima priorità.
SCOPI DELLA PARTNERSHIP
Un funzionario di grado superiore del Dipartimento di Stato ha affermato che nell'ambito di questa sessione iniziale, le riunioni dei membri della partnership saranno focalizzate su tre punti principali:
*Prevenzione: Limitare la diffusione della malattia e ridurre il rischio per gli esseri umani.
*Reazione e contenimento: pianificare un rapido intervento al primo segnale di un consistente contagio di esseri umani.
*Preparazione e pianificazione: Sviluppare piani nazionali d'intervento in caso di epidemia.
In qualsiasi strategia internazionale, la condivisione delle informazioni è un fattore cruciale. I funzionari affermano che, visto che la malattia infettiva si può trasmettere rapidamente attraverso i viaggi e gli scambi commerciali, ogni nazione deve essere pronta a mettere in allerta le altre e a chiedere aiuto, se necessario, al primo segnale di un consistente contagio di esseri umani.
"Quel che stiamo cercando di fare è promuovere in modo non minaccioso, e molto collaborativo, l'idea che una comunità di nazioni come quella rappresentata nella partnership ha una responsabilità collettiva," ha dichiarato un funzionario di grado superiore del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).
Il funzionario dell'HHS, che ha partecipato al briefing informativo del 6 ottobre, ha aggiunto che "tutti i membri hanno una responsabilità l'uno verso l'altro, nell'operare con le organizzazioni internazionali per il bene del resto dell'umanità, di condividere le informazioni di cui dispongono, non appena possibile e quanto accuratamente possibile."
TRASPARENZA
È tuttavia possibile che, quando si accorge che le sue galline muoiono, il singolo allevatore di pollame non pensi come prima cosa al bene dell'umanità.
Quell'allevatore penserà ai suoi interessi più immediati - perderà altri volatili, i mercati respingeranno quelli sopravvissuti, subirà una perdita economica, riuscirà la sua attività a sopravvivere alla perdita, ci riuscirà la sua famiglia?
Di fronte a queste dure realtà economiche, gli allevatori si sentono spinti a nascondere la malattia che colpisce i loro animali.
Quando la malattia viene nascosta, può diffondersi più facilmente e più velocemente, ed è proprio per questo che i funzionari della sanità temono di perdere ogni opportunità di contenere la diffusione del virus.
Un altro obiettivo della riunione dei membri della partnership è quello di ottenere l'impegno, da parte dei funzionari di massimo livello delle 80 nazioni partecipanti, che essi adotteranno i principi della trasparenza, del controllo del morbo e della condivisione delle informazioni.
"Se i governi nazionali del Sudest asiatico, dell'Estremo Oriente e dell'Eurasia saranno in grado di informarci subito, di essere onesti con noi, di condividere i campioni epidemiologici che possono consentirci di ricavare dati scientifici più accurati su quanto sta accadendo, avremo maggiori opportunità di intervenire, e siamo pronti a farlo," ha affermato il funzionario dell'HHS.
"Ma senza questo tipo di cooperazione iniziale," ha aggiunto, "dovremoritirarci e metterci al riparo, perché dobbiamo cominciare a proteggerci."
Per sottolineare l'importanza della trasparenza, i funzionari della sanità citano lo scoppio della sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
Alcune nazioni hanno occultato le informazioni su quell'epidemia insolita ed estremamente infettiva per mesi, dopo che venne inizialmente diagnosticata alla fine del 2002, quando un primo avvertimento avrebbe potuto prevenire la sua diffusione in 26 paesi di cinque continenti, con 8.000 casi di infezione e quasi 800 morti.
"Nutriamo molte speranze che ogni singolo governo dell'Asia abbia imparato dall'epidemia della SARS una grande lezione," ha detto il funzionario dell'HHS.
Per ulteriori informazioni sugli sforzi statunitensi e internazionali per combattere l'influenza aviaria, vedi Bird Flu e le informative sul tema.