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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Immigrazione e multiculturalismo sono parte integrante degli Stati Uniti, afferma lo studioso Gary Weaver, 28 settembre, 2005

(Il Professor Gary Weaver, docente presso l’American University, partecipa ad una discussione virtuale su Internet)

A cura di Tim Receveur
Corrispondente del Washington File

Washington – L’immigrazione ed il multiculturalismo sono vitali per mantenere alta la produttività e la creatività degli Stati Uniti, ha affermato Gary Weaver, specialista in materia di adattamento tra le varie culture e docente presso l’American University di Washington.

“Alcuni economisti sostengono che le ondate immigratorie favoriscono il continuo aumento della produttività”, ha detto il Professor Weaver durante una discussione virtuale in diretta su Internet.

Gli immigrati sono grandi lavoratori, e spesso riescono a migliorare aree urbane degradate, ha aggiunto. “Ciò è sempre avvenuto negli Stati Uniti. Non esiste nessuno, tra i sindaci delle nostre città più importanti, che voglia fermare l’immigrazione!”

Secondo il professor Weaver, docente incaricato presso la School of International Service dell’American University, molti immigrati negli Stati Uniti “condividono già molti valori e convinzioni tradizionali degli americani…. Essi tendono a guardare al futuro, vogliono ricominciare daccapo, sono convinti che, attraverso i loro sforzi, potranno progredire economicamente ed offrire ai propri figli una vita migliore in America”.

Weaver ha poi aggiunto: “Abbiamo bisogno degli immigrati”, e gli americani sono “abituati al fatto che persone provenienti da altre nazioni arrivino in questo paese e diventino cittadini americani”.

Gli Stati Uniti cercano di scoraggiare l’immigrazione illegale, ha detto Weaver, riconoscendo che, dopo gli attacchi terroristici del 2001, è diventato più difficile ottenere un visto d’ingresso.

Secondo le sue stime, dal 1964 gli Stati Uniti hanno raggiunto la media di circa un milione di nuovi immigrati all’anno, il 70-80 % dei quali è costituito da gente di colore.

“Gli americani sono una mescolanza di etnie di colore diverso, ed entro il 2040 la popolazione bianca di origine non ispanica diventerà una minoranza. Infatti, già oggi i bianchi costituiscono la minoranza in quattro stati americani (Texas, California, Nuovo Messico ed Hawaii), e nel Distretto di Columbia,. Di questi stati, due sono i più grandi di tutta l’America!”, ha detto.

Gli immigrati svolgono un ruolo fondamentale nel far progredire la società e la cultura americana, ha asserito Weaver. “Nel giorno di San Patrizio, tutti diventano irlandesi, e questo avviene anche durante il Cinco de Mayo (cinque maggio) – tutti diventiamo messicani. La migliore metafora per definire questa situazione consiste nell’affermare che gli Stati Uniti sono diventati un mosaico, o un arazzo, con colori e tessuti contrastanti. Se si asporta un solo tassello dal mosaico o si tira un solo filo dell’arazzo, l’opera sara’ distrutta.”

Secondo le persone immigrate negli Stati Uniti “e’ possibile mantenere la propria cultura etnica ed il proprio idioma natio, ma sicuramente è tutto più facile se si diventa biculturali e si imparano la lingua e la cultura tradizionali degli americani”.

E’ difficile, ma possibile, preservare vecchie tradizioni e idiomi, ha affermato Weaver. Circa un terzo dei figli degli immigrati ispanici ed asiatici si sposa con una persona al di fuori del proprio gruppo etnico e, pertanto, “la mescolanza delle razze avviene molto rapidamente in questo paese”. Tuttavia, la religione spesso costituisce il legame con la lingua e la cultura tradizionale: “Per esempio, i musulmani arabi usano l’arabo (durante le loro funzioni religiose), gli ebrei israeliani usano l’ebraico, i greci il greco durante le funzioni greco-ortodosse, e così via...)”

Il professore ritiene, inoltre, che i musulmani si siano integrati meglio nella società americana che in quella europea.

“Una delle ragioni per cui i musulmani sembrano essere ben integrati è semplicemente il fattore economico”, ha dichiarato. “Qui hanno un impiego, varie opportunità di studio, e non sono eccessivamente concentrati nelle aree urbane con i loro connazionali, come spesso accade in Europa”.

Le sue teorie sono simili a quelle di Ihsan Alkhatib, della Commissione Arabo-Americana Contro la Discriminazione (ADC), il quale ha recentemente dichiarato, durante una discussione virtuale su internet, che gli arabi americani sono economicamente soddisfatti negli Stati Uniti, e che la loro educazione scolastica ed il loro reddito sono al di sopra della media (Vedi articolo correlato).

Quando gli è stata posta una domanda sul Programma di Lotteria per il Visto di “Diversita’ e Immigrazione”, Weaver ha affermato: “Mi sembra un modo imparziale di offrire a tante persone l’opportunità di un visto permanente”. Il programma, studiato per aumentare la diversità razziale ed etnica negli Stati Uniti, offre un visto di residenza permanente ai cittadini di quelle nazioni che, tradizionalmente, hanno un basso flusso di immigrazione verso gli Stati Uniti (Vedi articolo correlato).

Weaver è autore di numerose pubblicazioni e curatore dell’edizione speciale per il 2004 del “Giornale della Comunicazione Internazionale”, intitolata “Relazioni Interculturali” (La biografia di Weaver e’ disponibile nel sito web dell’American University).

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