TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Agenzia internazionale definisce il virus aviario endemico in Indonesia, 22 settembre 2005
(Per contenere l'epidemia è necessaria una maggiore vigilanza, dichiara l'agenzia ONU per l'alimentazione)
di Charlene Porter,
Washington File Staff Writer
Washington - Mentre negli ospedali indonesiani giungono altri pazienti affetti da una malattia che ha tutto l'aspetto dell'influenza aviaria, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) dichiara endemica la malattia nella nazione, che si estende su un arcipelago popolato da più di 240 milioni di persone.
"L'influenza aviaria è divenuta endemica in Indonesia e sta continuando a diffondersi," ha dichiarato in un comunicato stampa del 22 settembre Joseph Domenech, che dirige il servizio veterinario della FAO.
L'Indonesia ha dichiarato 216 casi di polli infettati dal virus H5N1, la varietà altamente patogena di influenza aviaria che ha colpito 11 nazioni asiatiche. L'Indonesia risulta dunque terza, dopo il Vietnam e la Tailandia, quanto al numero di casi diagnosticati e denunciati all'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE). (Vedi articolo correlato.)
Si calcola che a partire dal dicembre 2003, quando l'epidemia ha fatto la sua comparsa nella regione, 150 milioni di uccelli, ritenuti portatori di H5N1, siano morti o siano stati abbattuti nel tentativo di bloccare la diffusione del morbo.
Ma sono i casi che riguardano gli esseri umani, non quelli degli uccelli, che stanno mettendo a dura prova i funzionari della sanità. Finora l'Indonesia ha confermato ufficialmente, tramite le analisi di laboratorio, solo due casi di influenza aviaria, entrambi mortali, negli esseri umani. Si tratta di una percentuale molto inferiore rispetto a quella del Vietnam, dove sono stati confermati 91 casi che riguardano esseri umani. In 41 di questi casi l'esito è stato la morte, in una nazione che conta quasi 84 milioni di abitanti.
CRESCONO LE PREOCCUPAZIONI IN INDONESIA
I casi di morte e malattia che danno adito a sospetti di un collegamento al virus H5N1 sono fonte di crescenti preoccupazioni, anche se la causa precisa delle malattie comparse a Giacarta finora non ha trovato conferma in base ai criteri di valutazione internazionalmente approvati.
I funzionari sanitari locali si trovano di fronte a pazienti con i sintomi respiratori tipici dell'influenza e temono possa trattarsi di casi di influenza aviaria. Essi comunicano le loro preoccupazioni ai media giornalistici, e questo fa crescere i timori per il diffondersi del morbo, che ha iniziato a propagarsi solo pochi mesi dopo che la regione aveva vissuto l'incubo della sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
Anche la SARS era una malattia altamente infettiva che traeva origine dagli animali e provocava uno stato grave infermità e la morte tra quanti non risultavano immuni al virus, che faceva allora la sua prima comparsa tra la popolazione umana.
LA FAO CHIEDE CHE SI APPLICHINO STRATEGIE PER IL CONTROLLO DEL VIRUS
Da che ci si è resi conto che questa pericolosa variante di influenza aviaria potrebbe trasmettersi all'uomo, la FAO ha iniziato a rivolgere appelli alle autorità indonesiane perché seguano le politiche e le strategie per il controllo del virus promosse dai funzionari della sanità internazionale. Tali procedure prevedono un potenziamento dei servizi veterinari a livello locale per diagnosticare più rapidamente e contenere l'insorgere dell'epidemia tra gli uccelli domestici e selvatici.
L'organizzazione suggerisce inoltre una strategia nazionale di vaccinazione dei volatili, da condursi in conformità con gli standard internazionali.
La FAO insiste inoltre sull'importanza di una separazione tra esseri umani e uccelli, così come raccomandato da molte autorità sanitarie, USA e internazionali, impegnate in questa campagna globale per prevenire l'insorgere di una pandemia globale di influenza umana che potrebbe scaturire dal diffondersi dell'epidemia in Asia.
In quell'area capita spesso che vi siano frequenti contatti tra esseri gli umani e il pollame, visto che è consuetudine e tradizione lasciare che le galline o le oche si aggirino per la casa. Un simile metodo di allevamento del pollame, dicono gli esperti, continuerà a facilitare la circolazione del virus tra la popolazione e gli animali.
Il 15 settembre gli Stati Uniti -- che sono partner attivi nella campagna globale per il contenimento dell'influenza aviaria e la prevenzione di una pandemia umana -- hanno annunciato una nuova partnership internazionale per il contenimento e la prevenzione. (Vedi articolo correlato.)
L'anno scorso il Department of Health and Human Services statunitense ha speso più di 5,5 milioni di dollari per aiutare i governi del sudest asiatico e l'Organizzazione Mondiale della Sanità ad approntare delle strategie di difesa nell'eventualità di una pandemia.
Per informazioni aggiornate sull'opera svolta sia dagli USA che a livello internazionale per combattere l'influenza aviaria, vedi Bird Flu.