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"Europa e America: un nuovo inizio per una partnership duratura", articolo dell'Ambasciatore Mel Sembler, 12 dicembre 2004

di Mel Sembler
Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia

Il seguente articolo è apparso sul quotidiano "Il Sole 24 Ore" del 12 dicembre 2004

Il 15 dicembre accompagnerò il Presidente del Consiglio Berlusconi ad un incontro ed un pranzo con il Presidente Bush alla Casa Bianca. La visita riflette lo stretto rapporto personale che esiste tra questi due grandi leader e i valori comuni che uniscono i nostri paesi. Il Presidente del Consiglio Berlusconi ed il Presidente Bush affronteranno un’ampia gamma di temi, tra cui la lotta in atto contro il terrorismo globale e le nostre azioni comuni per portare stabilità in Iraq. Elemento fondamentale per il successo di queste ed altre priorità strategiche è il rafforzamento della partnership tra l’Europa e l’America. Mi sembra pertanto opportuno soffermarsi ad esaminare lo stato attuale delle relazioni transatlantiche, e la nostra visione per il futuro.

L’Unione Europea ha una nuova Commissione. Presto, l’America inaugurerà il secondo mandato del Presidente Bush. Si tratta di un momento favorevole per un nuovo inizio, per trovare nuovi punti comuni ed andare avanti insieme.

Gli amici europei vogliono che gli americani riconoscano l’importanza dei risultati recentemente ottenuti dall’Europa : una costituzione, una moneta unica e stabile, un parlamento europeo dotato di crescente autonomia, un ricco mercato unico interno con 450 milioni di cittadini e il positivo ingresso degli stati europei orientali, molti dei quali erano sotto il dominio comunista.

Gli americani vogliono che gli europei riconoscano i contributi americani alla sicurezza, al benessere economico e allo sviluppo. Lavorando con le organizzazioni internazionali, l’Amministrazione Bush ha mobilitato il mondo nella lotta contro il terrorismo, ha contribuito a salvare i negoziati del WTO a Doha, e ha lanciato importanti iniziative di sviluppo, come la Millennium Challenge Corporation e una campagna globale contro l’HIV/AIDS con uno stanziamento di 15 miliardi di dollari. Dal 2000, l’assistenza ufficiale allo sviluppo degli Usa è aumentata del 60 %.

Le relazioni economiche tra Europa e Stati Uniti costituiscono la più profonda partnership transoceanica che il mondo abbia mai conosciuto. E’ difficile immaginare di affrontare le sfide che abbiamo di fronte senza una forte partnership tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea, una partnership che non va data per scontata. Desidero indicare alcune aree di cooperazione su cui è opportuno agire immediatamente:

Per vincere la guerra al terrorismo dobbiamo lavorare insieme piu’ che mai per interrompere i finanziamenti al terrorismo e eliminare le minacce alla sicurezza prima che raggiungano le nostre frontiere. Dobbiamo definire nuovi modelli di cooperazione, che siano più precisi, sulla circolazione delle merci e delle persone. Dobbiamo rendere i titoli di viaggio più sicuri e passare al vaglio gli elenchi dei passeggeri delle linee aeree per individuare potenziali terroristi, nel rispetto dei diritti individuali alla riservatezza. L’Italia ha assunto un ruolo guida nel far avanzare in tale direzione l’Unione Europea.

Per dare maggior vigore alla nostra partnership economica, dobbiamo completare il Round di Doha del WTO, prevedendo tra l’altro l’eliminazione dei sussidi alle esportazioni agricole, una significativa riduzione degli aiuti nazionali che distorcono la concorrenza e il miglioramento dell’accesso ai mercati.

I leader dei governi devono anche valutare le idee dalla società civile e degli azionisti delle imprese per elaborare il corso e gli obiettivi delle relazioni economiche transatlantiche per l’anno a venire, secondo l’impegno assunto nel vertice USA-EU di giugno in Irlanda. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno un interscambio di vendite e di investimenti del valore di 2,5 miliardi di dollari. Diamo lavoro ad oltre 12 milioni di cittadini. Chiaramente, la posta in gioco è troppo alta per guardare da un’altra parte.

Per incoraggiare riforme dal basso nell’area del Medio Oriente e del nord Africa dobbiamo fare tesoro della promessa fatta nel vertice G8 a Sea Island, in Georgia, la scorsa estate. Ci siamo impegnati a lanciare un Forum per il Futuro in cui i leader della regione e del mondo industrializzato si possano incontrare non per dare lezioni, ma per parlare di come meglio promuovere nuove opportunità e prosperità nel Medio Oriente. Ieri, 11 dicembre, il Marocco ha ospitato il primo di quelli che ci auguriamo siano una serie di incontri nella regione.

Nel mentre, dobbiamo continuare a prestare grande attenzione ad una soluzione giusta e pacifica del conflitto arabo-israeliano, che sia basata su due stati democratici – Israele e Palestina – che vivono fianco a fianco nella pace e nella sicurezza.

Per assicurare che le riforme politiche ed economiche in Afghanistan e in Iraq non perdano vigore , dobbiamo continuare a sostenere la ricostruzione, la sicurezza e le elezioni. Le forze europee e americane, comprese le truppe NATO guidate da un comandante francese, sono presenti in Afghanistan. In passato, la democrazia era un sogno lontano per la gran parte del popolo afgano, ma ad ottobre, oltre 8 milioni di uomini e donne sono andati a votare per eleggere il loro presidente. In primavera eleggeranno il loro parlamento. Guardando oltre, la comunita’ internazionale deve continuare ad operare per liberare il paese dalla droga, per mettere la polizia nelle strade e per creare tribunali onesti.

Non si ottiene niente edulcorando i disaccordi che l’America e parte dell’Europa hanno avuto sull’Iraq, ma dobbiamo provare a fare in modo che queste differenze non ci impediscano di affrontare i compiti che abbiamo di fronte. L’Europa e gli Stati Uniti condividono un interesse a promuovere una democrazia stabile in Iraq. Lo abbiamo visto nelle recenti discussioni tra 20 paesi a Sharm-el-Sheik, in Egitto. Lo abbiamo visto a novembre, quando l’Unione Europea ha presentato al Primo Ministro iracheno Allawi un pacchetto di 30 milioni di euro per sostenere le elezioni e altri 200 milioni di euro per promuovere la ricostruzione nel 2005. E, cosa ancor più significativa, lo abbiamo visto quando i creditori del Club di Parigi, molti dei quali sono membri dell’UE, hanno raggiunto un accordo storico per cancellare l’80 % del debito iracheno.

Il 15 dicembre alla Casa Bianca il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Presidente Bush discuteranno tra l’altro sul modo migliore per mettere a frutto questi successi. E’ davvero il momento migliore per un nuovo inizio, in cui America ed Europa camminano insieme. E’ il modo migliore che conosco per assicurare il fiorire della pace e del benessere. E’ l’unico modo per fare passi avanti.

 

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