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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

Danforth ha affermato che si è molto vicini al raggiungimento di un accordo di pace tra le fazioni sudanesi incontratesi a Nairobi, 18 novembre 2004

(Ha asserito che gli aiuti internazionali sono subordinati alla sicurezza della popolazione del Darfur)

Secondo l'Ambasciatore John Danforth, inviato degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, le fazioni sudanesi sono "molto vicine" a un accordo di pace che "sarà vantaggioso per l'intera popolazione del Sudan, compresi gli abitanti del Darfur."

L'Ambasciatore statunitense ha parlato alla stampa al termine di una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tenutasi a Nairobi, in Kenya, il 18 novembre. In tale occasione, ha rassicurato quanti temevano che concentrando il lavoro del Consiglio sul raggiungimento di un accordo tra il Nord e il Sud del Paese si sarebbero limitati gli sforzi volti a risolvere la crisi nel Darfur, affermando che "la risoluzione che adotteremo domani è stata elaborata specificatamente per il Darfur."

Danforth ha sottolineato che per la comunità internazionale la priorità più importante è rispettare gli impegni assunti, vale a dire fornire alla regione gli aiuti umanitari necessari e rimuovere qualsiasi ostacolo, sia esso reale o di natura diplomatica, che si possa verificare, in modo da garantire l'effettiva distribuzione di tali aiuti. In secondo luogo, ha affermato che "quanto prima l'Unione Africana potrà essere presente in gran numero nel Darfur, tanto meglio sarà per la popolazione" poiché vi saranno condizioni di maggiore sicurezza.

L'inviato statunitense ha dichiarato che il futuro del Darfur "è legato anche al futuro di tutto il Paese" e che la comunità internazionale "sarà presente nel lungo periodo per monitorare, favorire lo sviluppo… Non ci limiteremo ad assistere alla firma di un accordo per poi depennare il Sudan dalla lista delle cose da fare."

Egli ha fatto inoltre notare che "la partecipazione costruttiva della comunità internazionale in Sudan…è subordinata alla pacificazione di tutto il Paese, compreso il Darfur."

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