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testo originale in inglese

 

Powell sostiene che la nazione deve continuare a dedicarsi al sogno di Martin Luther King, 28 agosto 2003

(Per il Segretario di Stato, oggigiorno, non tutti i ragazzi e le ragazze nere possono comprendere il sogno di Martin Luther King)

Secondo il Segretario di Stato, Colin Powell, dalla marcia su Washington a oggi, culminata nel discorso di Martin Luther King che iniziava con le parole "Ho un sogno", gli afro-americani hanno raggiunto traguardi importanti negli Stati Uniti, anche se quel sogno "non si è ancora avverato".

Nel corso di un'intervista rilasciata alla rete televisiva NBC, durante uno ‘special’ per commemorare il 40o anniversario della marcia su Washington, Powell ha dichiarato: "Sono qui oggi come Segretario di Stato, un nero. E ci sono molti altri neri in posizioni importanti in questo Paese. Negli ultimi 40 anni, abbiamo raggiunto traguardi significativi".

Il Segretario di Stato ha poi aggiunto che "vi sono ancora oggi, però, ragazzi e ragazze di colore che non possono comprendere quel sogno e, per questo motivo, a 40 anni dalla marcia su Washington, dobbiamo nuovamente dedicarci alla concretizzazione delle parole di Martin Luther King e delle parole scritte dai nostri padri fondatori nella Costituzione e nella Dichiarazione (d'Indipendenza). Questo era il desiderio di Martin Luther King, questo è il desiderio di chiunque".

Segue una trascrizione delle dichiarazioni di Powell:

DIPARTIMENTO DI STATO DEGLI STATI UNITI
Ufficio del Portavoce
29 agosto 2003

Dichiarazioni rilasciate dal Segretario di Stato, Colin Powell, durante lo ‘special’ della rete televisiva NBC in commemorazione del 40o anniversario della marcia su Washington,
28 agosto 2003

SEGRETARIO POWELL: Non ero negli Stati Uniti quando Martin Luther King ha pronunciato il suo famoso discorso. Ero in Vietnam da otto mesi, dove non c'era alcun tipo di televisione e mancava la radio. Non ero quindi a conoscenza del discorso.

Ma è stato per me molto significativo perché, in quel periodo, mia moglie si trovava a Birmingham, in Alabama, con il nostro bambino, Michael e, all'epoca, Birmingham era un luogo pericoloso, ove si registravano tensioni e atti di violenza, perché la popolazione locale e i leader dello Stato dell'Alabama usavano le maniere forti contro i "Negri", così ci chiamavano, che osavano reclamare i propri diritti civili e la propria libertà. Così, mentre io difendevo la patria in Vietnam, mio suocero si prendeva cura di mia moglie e di mio figlio a Birmingham, Alabama.

Qualche mese dopo, al mio rientro, mi sono reso conto del forte impatto del discorso di Martin Luther King, impatto invariato nei 40 anni successivi e che mi ha spinto a confermare, nel cuore e nella mente, il bisogno di portare avanti il suo sogno.

Finora, ci siamo riusciti poiché, negli ultimi 40 anni, abbiamo ottenuto moltissimo. Tuttavia, non possiamo fermarci finché non avremo realizzato il sogno che lui aveva in mente e che aveva pensato per la nazione.

Per i primi 80 anni circa della nostra storia, abbiamo avuto un'ottima Costituzione e una Dichiarazione (di Indipendenza) straordinaria, che non avevano alcun significato per le persone di colore. In seguito, vi è stata un'importante Guerra Civile che avrebbe dovuto risolvere il problema ma poi, con l'arrivo della ricostruzione, finì tutto. Infatti, la ricostruzione fu bloccata e si tornò a vivere pressoché in condizioni di schiavitù. Ci vollero quasi cento anni per riprendere il lavoro interrotto, lavoro diretto da Martin Luther King con la collaborazione di molte altre persone.

Quel discorso ha, pertanto, definito tutto. Cosa ha fatto? Ha posto l’America davanti ad uno specchio. Le ha detto: "Guardati. Guarda dove siamo oggi rispetto a quanto enunciato nella Dichiarazione e nella Costituzione. Guarda dove siamo a quasi cento anni dalla Guerra Civile. Ma è proprio qui che vogliamo essere, America?"

E la risposta è stata ‘no’. Non si è trattato di un discorso di odio ma di riconciliazione. Si è trattato di un discorso importante nel suo Paese. Come detto da Martin Luther King stesso, era un discorso diretto ai bianchi, ai neri e a tutti i figli di Dio. Non dobbiamo mai dimenticare che il suo sogno non si è ancora avverato. Sono qui oggi come Segretario di Stato, un nero. E ci sono molti altri neri in posizioni importanti in questo Paese. Negli ultimi 40 anni, abbiamo raggiunto traguardi significativi.

Vi sono ancora oggi, però, ragazzi e ragazze di colore che non possono comprendere quel sogno e, per questo motivo, a 40 anni dalla marcia su Washington, dobbiamo continuare a dedicarci alla concretizzazione delle parole di Martin Luther King e delle parole scritte dai nostri padri fondatori nella Costituzione e nella Dichiarazione (d'Indipendenza). Questo era il desiderio di Martin Luther King, questo è il desiderio di chiunque.

 

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