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Gli Stati Uniti pubblicano un rapporto sulle proprie iniziative a favore dei diritti umani, 24 giugno 2003
Il sottosegretario di Stato Richard Armitage ha presentato il 24 giugno un rapporto "A Sostegno dei Diritti Umani e della Democrazia: La Documentazione USA 2002-2003" dichiarando che esso comprende "il lavoro da noi svolto in circa 92 paesi con particolari e persistenti problemi di violazioni dei diritti umani".
Durante l’incontro con la stampa al Dipartimento di Stato, Armitage ha detto che il rapporto comprende paesi come la Birmania e il Burundi, dove - ha detto - "regimi brutali e implacabili conflitti hanno portato ad un terribile costo quotidiano in miseria umana".
Gli Stati Uniti - ha spiegato - da soli e insieme ad altri, hanno esercitato pressioni su entrambi i paesi perché rilascino i prigionieri e rispettino i diritti umani, realizzino riforme governative e lavorino per la pace.
"Abbiamo lavorato per la creazione di condizioni di vita migliori per le popolazioni locali in entrambi i paesi attraverso il sostegno a progetti che vanno da iniziative di assistenza post-traumatica alla smobilitazione e riabilitazione di bambini soldato", ha detto Armitage.
Il sottosegretario di Stato per la democrazia, i diritti umani ed il lavoro,
Lorne Crane, durante l’incontro stampa ha detto che il nuovo rapporto risponde all’interrogativo in merito alle iniziative degli Stati Uniti riguardo alle violazioni che sono indicate nell’annuale "Rapporto Nazionale sulle pratiche dei diritti umani".
"Non ci esimeremo dal criticare le violazioni dei diritti umani all’estero. Ma, inoltre, vogliamo prendere delle misure concrete per aiutare chi si impegna per la costruzione della democrazia", ha detto
Alla domanda se ci sono dei paesi in cui gli Stati Uniti sono meno aggressivi nella promozione dei diritti umani per timore di entrare in conflitto con un alleato, Craner ha risposto negativamente, aggiungendo che non esiste un approccio preconfezionato alla democrazia.
"Il modo in cui affrontiamo il problema in alcuni paesi non e’ lo stesso modo in cui lo facciamo in altri", ha detto.
"Il risultato in ogni paese è diverso", ha sottolineato il sottosegretario. "La Mongolia è una democrazia, il Mali e’ una democrazia, il Messico è una democrazia, ma ciascuno di questi paesi vanno in direzioni diverse. E pertanto, dove e’ possibile assistere questi paesi, lo si fa in modi diversi".
Una sintesi del contenuto di questo nuovo rapporto evidenzia che verrà presentato per la prima volta al Congresso e che viene pubblicato ad integrazione dei rapporti annuali nazionali. Nell’elaborare il nuovo rapporto, l’introduzione sottolinea che e’ il risultato di una grande dedizione da parte di centinaia di impiegati del Dipartimento di Stato e del governo statunitense, oltre a coloro che lavorano presso numerose organizzazioni non governative.